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È veneta la lavatrice spaziale

Tecnologia

Usa Grande successo internazionale degli italiani: la squadra di robotica dell’Istituto  Salesiano Don Bosco di Verona si è aggiudicata la medaglia d’argento al Global Innovation Award 2019, la più importante competizione mondiale per giovani inventori e per i migliori progetti tecnologici. Il team ha vinto la medaglia d’argento grazie al progetto della lavatrice spaziale: un  sistema robotizzato per l’igiene degli indumenti degli astronauti, è stata giudicata la seconda miglior  invenzione dell’anno al mondo dai giudici del Global Innovation Award, dove i colossi dell’innovazione come Nasa, Google, Apple, Qualcomm cercano di reclutare nuovi talenti e nuove  idee.
   La squadra veronese, composta da 8 studenti di quarta del liceo delle  scienze applicate, è stata coadiuvata dal professor Luca Zanetti e dai  colleghi Andrea Materassi e Anna Baruzzi, già campioni del mondo di robotica a Houston, Texas, lo scorso 20 aprile. A San Josè, in California, le squadre concorrenti erano 40.000, e solo 20 in tutto il mondo sono state selezionale per la finale, squadre che hanno dovuto realizzare il prototipo e brevettare l’invenzione per poter accedere alla finale alla quale erano state convocate.
Ad aggiudicarsi il primo premio sono stati i “Franco Droid”, una squadra Brasiliana che ha realizzato la “Cosmo Cup”, una soluzione a servizio delle astronaute donne per la raccolta e l’eliminazione dei liquidi mestruali, in modo da evitare infezioni nell’astronave.
Ex-aequo con la “lavatrice spaziale” degli IDB Tech-No-Logic, c’è il progetto “Growing Food” di una squadra americana del Maryland, che ha studiato un sistema di coltivazione delle verdure per l’alimentazione sana e naturale degli astronauti.
 «Dire bravi è scontato: i ragazzi del team IDB Tech-No-Logic di Verona sono una assoluta eccellenza nel panorama della scuola veneta e italiana. A riprova che il Veneto non soffre di carenza di cervelli e che la scuola veneta può competere con i migliori sistemi scolastici al mondo»: queste le parole del presidente della Regione Veneto Luca Zaia rivolte agli otto ragazzi veronesi.

Robot subacqueo in azione
Il robot subacqueo autonomo FeelHippo, sviluppato dall’Università di Firenze è stato usato a Vulcano in un esperimento condotto dai ricercatori italiani in collaborazione con la Jacobs University di Brema per mappare le bolle di anidride carbonica nel mare, responsabili di effetti negativi sulla fauna e flora subacquea. I vulcani sul fondo del mare - spiegano gli studiosi dell'ateneo toscano, rappresentano un laboratorio naturale per studiare gli effetti negativi dell’anidride carbonica e della maggiore acidificazione delle acque sulla biodiversità. Dalle bocche dei loro crateri, infatti, fuoriescono numerosissime bolle di anidride carbonica che ne fanno anche l’ambiente ideale per sperimentare modi per stimare la quantità di CO2 contenuta nel mare.

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