Spettacoli

«Le mie skaters donne non sono cattive ragazze»

Cinema/Skate Kitchen

ROMA Praticamente  una piccola  rivoluzione. Al cinema, ma prima ancora al di là dello  schermo perché un collettivo di skater al femminile non si era mai visto e, a parte qualche rara apparizione negli anni ’70 e ’80, solo nel 1998 la prima skater donna ha potuto accedere al professionismo. Una piccola rivoluzione accolta con applausi al Sundance e, dal 18 luglio al cinema per raccontare un gioco giocato solo da uomini  e per mostrare come quel gioco si trasforma  in uno stile di vita.

Ecco “Skate Kitchen” by Crystal Moselle, titolo che arriva dalla realtà, «dal vero collettivo Skate Kitchen - racconta la regista - composto all’origine da sei ragazze, formatosi anni fa in un liceo di New York  per contrastare il predominio maschile negli skate park. Il nome nacque casualmente perché i commenti che arrivavano alle loro orecchie quando salivano sulla tavola da skate erano del tipo: “Cosa ci fa una ragazza sullo skate? Il suo posto dovrebbe essere in cucina!».

«Io le ho conosciute per caso su un treno - prosegue la regista - non sapevo nulla di loro ma da quel momento ho deciso che le avrei raccontate».

Ma sia chiaro, precisa infine Moselle: «le protagoniste non sono assolutamente delle bad girls. Nel film siamo arrivati al punto in cui finalmente le donne si supportano a vicenda invece di competere tra loro».

 

SILVIA DI PAOLA

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