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Governo, nervi tesi In ballo autonomia e Autostrade

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ROMA Con ogni probabilità sarà solo un «primo passaggio» quello sull’Autonomia annunciato per il Consiglio dei ministri di oggi. Un via libera preliminare alle intese per poi procedere alla convocazione delle tre Regioni interessate (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna). Solo dopo ci potrà essere l’ok vero e proprio che dovrebbe arrivare - così chiede la Lega - in una nuova riunione la prossima settimana. «Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina - ha commentato Salvini - ci dicono che dove corrono gli enti locali, i Comuni, l’Italia vince».

Il ruolo del Parlamento

Ieri sera il vertice politico a Palazzo Chigi con il premier Conte e i due vice Di Maio e Salvini ha affrontato - insieme ai dossider conti pubblici e infrazione - il nodo del ruolo che dovrà avere il Parlamento sul pacchetto Autonomia. I leghisti spingono perché il passaggio alle Camere sia snello e con un testo inemendabile. Il M5S ribadisce che «non deve essere penalizzato il Sud» e  chiede un passaggio più corposo, con il parere di tutte le commissioni parlamentari e la possibilità di emendare gli accordi.

«Chi ha sbagliato deve pagare»

Ad aggravare la tensione fra gli alleati, nel secondo vertice di ieri sera, la proposta dei Cinque Stelle di revocare le concessioni ad Autostrade. «Lo abbiamo sempre detto - ha detto il vicepremier Di Maio - chi ha sbagliato deve pagare. E, ve lo assicuro, pagherà! Il mio abbraccio alle famiglie delle vittime del Ponte Morandi. Lo Stato è con voi!». Mentre la Lega insiste per l’ingresso di Atlantia in Alitalia. Intanto è slittato ad oggi pomeriggio l'arrivo in Aula al Senato del Decreto legge Crescita. I lavori sul provvedimento, già approvato dalla Camera, inizieranno con il voto delle pregiudiziali di costituzionalità e poi si passerà alla discussione generale. Il voto finale dovrebbe arrivare nella giornata di domani.

Voto dei giovani al Senato

Da segnalate anche il primo sì della Commissione Affari costituzionali della Camera alla riforma costituzionale che dovrebbe permettere anche agli under 25 di votare per l’elezione del Senato. La Commissione ha approvato il testo base che è stato presentato dai relatori Stefano Ceccanti (Pd) e Valentina Corneli (M5S).

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