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La guerra delle petroliere infiamma il Golfo Persico

Golfo Persico

OMAN La miccia di un conflitto dalle proporzioni imprevedibili è stata accesa ieri, quando al largo dell’Oman, tra gli Emirati arabi e l’Iran, due petroliere sono state «attaccate» da assalitori finora ignoti, che non avrebbero esitato usare siluri per trasformare il Golfo da crocevia geopolitico e economico in una polveriera. Due petroliere - la Altair, battente bandiera delle Isole Marshall, e la Kokuka Corageous, battente bandiera di Panama - sono andate in fiamme, e gli equipaggi hanno dovuto abbandonarle. Ad accorrere in loro aiuto, le marine dei due Paesi protagonisti di una partita geopolitica da qualche mese sull’orlo del baratro di una guerra: la Quinta flotta degli Stati Uniti, basata nel Bahrein, e la marina di Teheran.

Le navi inseguite

Gli attacchi sono stati pianificati e mirati, e hanno causato il ferimento lieve di un marinaio sulla Kokuka, il cui carico di metanolo, ha riferito l’armatore, «è in salvo». La nave è stata inseguita, dopo il primo attacco: «Il nostro equipaggio ha messo in atto manovre di fuga, ma tre ore più tardi è stata colpita nuovamente. A quel punto era pericoloso restare a bordo», ha detto Yutaka Katada, presidente della compagnia giapponese Kokuka Sangyo. A bordo dell’Altair, operata dalla compagnia norvegese Frontline e carica di 75 mila tonnellate di nafta, le esplosioni a bordo sono state tre. Gli episodi, che hanno fatto segnare un balzo in avanti del prezzo del petrolio, seguono quelli del 12 maggio scorso, quando quattro petroliere - due saudite, una norvegese e una degli Emirati - furono sabotate nella stessa area.

Pompeo accusa l'Iran

Nello stesso mare che ha visto l’ingresso precauzionale in chiave anti-iraniana della portaerei americana Lincoln, base per 40 cacciabombardieri, a cui si aggiungono altri B-52 inviati di recente dall’amministrazione Trump. Teheran ha fatto notare che «gli attacchi a cargo legati al Giappone sono avvenuti mentre il premier di Tokyo, Shinzo Abe, sta incontrando il leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Khamenei per colloqui amichevoli». Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha accusato l’Iran di essere «responsabile» degli attacchi alle due petroliere, annunciando che la risposta americana «sarà economica e diplomatica». La Russia invita a non trarre conclusioni affrettate puntando il dito contro l’Iran. Sulla vicenda è stata convocata una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

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