Spettacoli

«Racconto l’amore in India costretto a infrangere le caste»

Cinema/Sir Cenerentola

ROMA Come parlare dei tabù feroci della società indiana non attraverso una storia drammatica ma una storia d'amore. Lo fa Rohena Gera che ha scritto e diretto “Sir Cenerentola a Mumbai” , dal 20 in sala dopo esser passato alla Semaine de la Critique a Cannes.

«Ho iniziato a scrivere il film pensando al modo in cui scegliamo chi amare - racconta - e solo dopo  ho scelto di trattare un argomento che mi stava molto a cuore, la divisione in caste in India parlandone attraverso una storia d’amore che è qualcosa che permette di infrangerle». 

Quindi il film è nato da una battaglia che lei porta avanti? 
«Ho sempre lottato contro le differenze di classe che non capivo neppure da piccola. Viveva con noi una donna, con cui siamo cresciuti, che aiutava in casa e si prendeva cura di me, ma anche in casa nostra c'era una vera segregazione. Poi sono arrivata in America. A Stanford parlavano di ideologie e filosofia, ma quando tornavo a casa era tutto uguale a prima che partissi. Era molto difficile tornare in India. Per quanto tu possa desiderare di cambiare le cose non puoi farlo in una notte. Non smettevo mai di chiedermi: cosa posso fare?»

Il film è una risposta? 
«In qualche modo. Un grido, ispirato dal capolavoro di Wong Kar-Wai, “In the Mood for Love”, un film meraviglioso costruito attraverso i percorsi di due persone che condividono un sentimento ma che non possono viverlo pienamente nel luogo in cui si trovano».

SILVIA DI PAOLA

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