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Strategia con la Ue il Governo alla prova

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Vertice notturno del premier Conte con i due vicepremier Di Maio e Salvini - in tregua armata - per stilare una sorta di cronoprogramma dei prossimi passi del Governo, a partire dal Cdm che oggi potrebbe dare il via libera al dl Sicurezza bis; mentre il capo politico del M5S ha chiesto di mettere mano anche a salario minimo, riforma fiscale e taglio dei privilegi parlamentari. Alla fine del vertice, durato quasi due ore, una stretta di mano prima di salire nelle proprie auto e abbandonare palazzo Chigi per Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che hanno lasciato così la sede del governo.  "Incontro positivo". Così la Lega al termine del vertice. "Andiamo avanti", è stato precisato. “Al vertice un clima positivo di chi vuole lavorare al massimo per l’Italia. Il primo obiettivo e la priorità in questo momento è abbassare le tasse e lavoreremo per questo”, ha detto Luigi Di Maio.

Sul tavolo il dossier più urgente resta quello del rapporto con la Commissione Ue, con M5S e Lega che - a differenza del ministro Tria e del Colle - puntano ad una linea che non preveda di «andare a Bruxelles con il cappello in mano».

Salvini: «Niente zero virgola»

«Io sto al governo se posso aiutare gli italiani - ha ribadito ieri Salvini - se qualcuno pensa di stare al governo per tirarla in lungo o per crescere dello zero virgola. Non è quello di cui gli italiani hanno bisogno». Quanto all’Europa «non abbiamo voglia di scontrarci con nessuno» ma «la nostra forza in Europa è che diamo tanto e riceviamo poco. Non abbiamo bisogno di chiedere soldi agli altri, chiediamo di poter aiutare la nostra gente». Ieri, intanto, il premier Conte ha visto il candidato del Ppe alla presidenza della Commissione Ue, Weber. «Sulle nomine serve una soluzione equilibrata - è la riflessione di Palazzo Chigi - l’Italia non può essere considerata alla stregua di un piccolo Stato membro».

Bilancio post voto

Si ragiona, infine, sui risultati dei ballottaggi delle elezioni amministrative. Se la Lega festeggia la conquista di Ferrara dopo 74 anni di sindaci di sinistra e di Forlì (dopo 50 anni), l’insieme dei risultati non è così negativo per il Pd e i suoi alleati. Livorno dopo 5 anni di governo pentastellato torna alla sinistra e il M5S perde anche Avellino. Il centrosinistra vince a Prato, Reggio Emilia, Cesena, Cremona, Verbania e Rovigo. Il centrodestra conquista Vercelli, Biella e Potenza, confermandosi a Foggia e Ascoli Piceno. A Campobasso vince il M5S grazie alla “desistenza” del Pd, che però non viene contraccambiato a Termoli.

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