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Le favole indiane raccontate dai bimbi

Libri

ROMA Un libro di favole raccontate dalle bambine indiane, che vivono nelle zone più rurali e povere del paese.  Si chiama “L’India dei bambini”, il volume per i più piccoli ideato e scritto da Emanuela Sabbatini, presidente della Onlus Aflin, l’associazione che opera nell’ambito dei settori dell’assistenza sociale e sanitaria, favorendo l’istruzione e la tutela dei diritti delle donne e dei bimbi che vivono nel subcontinente indiano.

Come è nato questo libro?
In realtà tutto è successo per caso. Da sempre sono un’appassionata delle tradizioni dei popoli, che sono le loro storie, e devono essere ricordate e condivise, per creare quel filo che unisce tutti i popoli del mondo.  In India, purtroppo, molti bambini non conoscono le favole e crescono molto soli e troppo in fretta.  Già a tre anni sono autonomi, perché devono aiutare la famiglia. Ho voluto chiedere a 200 bambine di raccontarmi le favole con cui sono cresciute, e solo 20 di loro mi hanno risposto.  Poi ho fatto tradurre i loro racconti e alla fine il libro ha preso vita.

Che cosa l’ha colpita di più dei loro racconti?
Il fatto che alla fine di  ogni storia, c’è una frase con la morale. Per loro ogni racconto è finalizzato all’insegnamento di un valore. Poi ci cono alcune favole simili alle nostre, anche se raccontate con altre modalità. Segno che i popoli si muovono e comunicano. C’è ad esempio una favola che abbiamo scoperto essere di origine centrafricana.

In che cosa, secondo la sua esperienza, i bambini indiani sono diversi dai nostri?
Quello che mi ha molto impressionato, oltre alle tremende condizioni di vita in cui  molti piccoli si trovano, è la loro quasi totale accettazione della realtà così com’è. Non provano invidia per chi è più fortunato. Sanno che quella è la loro condizione e basta.

Quanto è difficile aiutarli?
È stato molto complesso riuscire a convincerli dell’importanza dell’istruzione per i loro figli,  soprattutto 10 anni fa, all’inizio della mia esperienza in India.  Oggi cominciano e raccogliere i frutti del nostro lavoro. La mia più grande soddisfazione è vedere le figlie che insegnano alle madri a leggere e scrivere.

VALERIA BOBBI

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