Spettacoli

«Viviamo immersi in una società fallocentrica»

Cinema/Diktatorship

ROMA «Avere il pene significa essere incatenato a un folle». Sofocle lo diceva più di 2500 anni fa e da lì partono Luca Ragazzi e Gustav Hofer per raccontarci il paese che più di ogni altro mette il pene al centro di tutto, l’Italia. Il Paese che ha partorito il latin lover e la sua filosofia, il Paese che ha adorato il macho Mussolini e, poi, appassionatamente quel Berlusconi che amava crogiolarsi nel suo sessismo. 

Di questa Italia parla l'imperdibile “Diktatorship”, firmato dai due registi  che il 10 sarà al cinema, dopo essere stato presentato al Biografilm Festival. 

Ne parlano  partendo da loro stessi. Dalla cultura maschilista che spesso ci appartiene, anche quando razionalmente la si rifiuta: semplicemente ci siamo cresciuti dentro.

Come e perché lo spiegano gli autori partendo dalla  loro vita quotidiana: «Ci siamo chiesti come si reagisce all'emancipazione femminile, come mai un sistema apertamente misogino viene ancora preservato, perché ancora oggi si educano in modo profondamente diverso i  maschi e le femmine e di chi è la responsabilità. Abbiamo indagato sui pilastri del sessismo in Italia: la scuola, la politica, i media, la famiglia e, last but not least, la Chiesa». 

Ne è venuta fuori, secondo i registi, «l’immagine di una società fallocentrica e patriarcale anche quando nega di esserlo, indipendentemente dal ceto sociale, dalla provenienza geografica e anche  dall’orientamento politico».

SILVIA DI PAOLA

Spettacoli