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La maxi truffa dei Pistoletto falsi

TORINO

TORINO «Chi ha falsificato, ha approfittato della mia fiducia». Il maestro biellese Michelangelo Pistoletto, o meglio le sue opere, sono state vittime di una contraffazione scoperta dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale. Sono state individuate 115 opere contraffatte della serie “Frattali”: quando la sentenza sarà definitiva verranno distrutte o riconsegnate agli acquirenti anche se «in questo caso, nelle opere dovrà essere chiaramente indicata la loro autenticità», precisa il comandante del Tpc Silvio Mele. Per la falsificazione e la vendita è stato condannato dal tribunale di Pescara un gallerista abruzzese che dovrà scontare due anni e due mesi di carcere. «Con quel gallerista avevamo lavorato bene in passato. Deve essergli successo qualcosa di grave se ha fatto una cosa così tremenda», ha detto l’artista. La serie “Frattali”, opere con grafici e numeri impressi su vetro, non era numerata e nel 2014 l’artista, dopo alcune segnalazioni di opere sul mercato che non aveva firmato, presentò denuncia e scattarono le indagini che hanno portato al maxisequestro. «L’arte – sottolinea Pistoletto, protagonista dell’arte povera che ha ringraziato i carabinieri per l’operazione – è l’espressione alta e profonda della società. È grave che ci sia chi falsifica opere per farne speculazione economica».

CRISTINA PALAZZO

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