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Ma adesso il boccino è nelle mani dei governanti

Maurizio Guandalini

Eppoi ci sono i 1800 dipendenti di Mercatone Uno licenziati con un sms. O le trattative Renault-Fca che per forza toccheranno il monte di manodopera. E vedi come questa roba qui passa sopra le teste. Dei parlamenti. A Strasburgo. E nazionali. Imprendibili e ingovernabili dalla politica che vede ristretti gli spazi di intervento. L’ultima parola.

Che entra nelle istituzioni. La revisione di regole. Ci sarà ulteriore casino in Europa.  Forse l’addio a blocchi monolingue, socialisti e popolari, aprirà a discussioni fluide. Meno frontini, ripicche e chiusure. Vincoli accomodanti. Se il verso dovesse malauguratamente procedere in senso contrario le nazioni si irrigidiranno e a quel punto il rompete le righe non tarderà ad arrivare.

Il boccino è nella sapienza dei governanti. Di chi ha vinto. Non vorrei stare nei panni di Salvini. Carico di responsabilità. Raccoglitore di istanze popolari. Sicurezza, legge e ordine. Trasversalmente. Senza rosari o falci e martello che distinguono. Il leader della Lega, in Europa, deve andarci, bussare le porte, farsele chiudere in faccia senza rompere, consapevole che alla richiesta di denaro è improbabile che i fratelli gemelli amici stiano lì con il borsellino aperto a chiedere quanto vuoi. Lo sforzo sarà visto e apprezzato. Ricevuta alla mano.

Ridiscutere i doveri di bilancio si deve e si può. Con l’abbraccio  consensuale delle opposizioni unite a fare il tifo dietro la stessa bandiera. Abbandonando quelle visioni da malaugurio che non si sa mai se auspicate o esorcizzate con la speranza che non accadano. Il bene del paese è solo questo. Si ritroveranno le grandi nazioni. In primis le fondatrici dell’Europa. Tra cui l’Italia. Germania e Francia hanno abbandonato i partiti tradizionali per dare lo scettro a chi ha percezioni, sogni, probabilmente utopia in abbondanza. Il 20% dei verdi teutonici, come in altre nazioni, lancia sfide legate alla sopravvivenza del pianeta. Strette a doppio “vincolo” ai destini dei senza lavoro e di chi rischia di perderlo.

MAURIZIO GUANDALINI

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