Fatti&Storie

Novara in lutto per la morte del piccolo Leo

Novara

«Signore se esisti resuscitalo! Perché hai voluto il mio angelo Tu ne hai tanti, restituiscimelo». È il messaggio affidato a Facebook dalla nonna del piccolo Leo, il bambino di due anni picchiato a morte in una casa di Sant’Agabio, quartiere popolare di Novara. «Nessuno merita il tuo perdono, siamo tutti indegni e dannati», aggiunge rivolta al nipotino. 
Disperazione anche per il padre del bambino per la cui morte è sospettato il compagno della sua ex. «Non ho pace. Mi hanno portato via Leo due volte», afferma. «Mi stanno tutti tenendo fuori da questa storia e io soffro tantissimo». L’uomo ha problemi con la legge, non ha dato il cognome al bimbo e altri due figli gli sono stati tolti. Con l’arrivo del nuovo compagno della donna, le cose sono cambiate. La gelosia del nuovo compagno, «e anche lei ha iniziato a minacciarmi di stare lontano, altrimenti non mi avrebbe più fatto vedere il bambino», dice ancora il papà di Leo.
Il piccolo, poco meno di 2 anni, è morto per le troppe botte ricevute: l’autopsia ha confermato lesioni alla testa e al volto, il bacino fratturato, e lesioni in ogni parte del corpo. La madre di appena 22 anni e al quinto mese di gravidanza, e il nuovo compagno  di 23 anni, con problemi di droga e precedenti penali alle spalle, sono accusati di omicidio volontario pluriaggravato. Loro avevano parlato di una caduta dal lettino.
Stasera si terrà una fiaccolata in memoria del piccolo, domani sono previsti i funerali in Duomo e verrà decretata una giornata di lutto cittadino.

Fatti&Storie