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«Ballate per uomini e bestie? Il mio cantico per il creato»

Vinicio Capossela

ROMA «Un cantico per tutte le creature, per la molteplicità, per la frattura tra le specie e tra uomo e natura». Così Vinicio Capossela parla di “Ballate per uomini e bestie”», il nuovo lavoro discografico che il cantautore, nato nel 1965 ad Hannover da genitori irpini, presenterà oggi (alle 18, ingressso libero) alla libreria Feltrinelli di via Appia Nuova.
Uscito appena il 17 maggio, pubblicato da La Cupa/Warner Music, il disco fotografa con lucidità e poesia la nostra realtà, spesso travolta dalla corruzione del linguaggio, da un neoliberismo privo di regole, dalla violenza e dal saccheggio della natura.

La forma scelta per questo nuovo progetto è quella classica della ballata, con la quale Capossela pubblica un canzoniere che, evocando un medioevo fatto di bestie estinte, creature magiche, cavalieri erranti, fate e santi, mette in mostra le similitudini e il senso di attalità che lo legano profondamente alle cronache di oggi. Scritto, composto e prodotto da Capossela, registrato nell’arco di due anni fra Milano, Montecanto (in Irpinia) e Sofia (Bulgaria), l’album comprende quattordici nuove canzoni, alcune delle quali ispirate alla grande letteratura, da testi medievali alle opere di poeti amati come Oscar Wilde e John Ketas.

Nel corso dell’appuntamento romano Vinicio Capossela eseguirà acluni dei brani contenuti nell’album. Sabato, poi, dal Castello Caetani di Sermoneta, partirà il suo originale tour di concerti/atti unici concepiti appositamente per luoghi specifici.

 

STEFANO MILIONI

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