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Truffe religiose per 400mila euro

TORINO

TORINO La chiamavano “la zia” per rispetto, era lei a gestire l’organizzazione criminale che prendeva di mira suore, preti e anche un arcivescovo. La banda è stata sgominata dai carabinieri del Comando provinciale di Torino. Le indagini, coordinate dal pm Paolo Scafi, hanno permesso di accertare 86 truffe in tutta Italia tra parrocchie, conventi, enti religiosi e case di riposo ma potrebbero essere di più, per 400mila euro di guadagno totale. Quattro persone sono in carcere, tra cui “la zia”, 38enne originaria di Siracusa, otto i prestanome sottoposti all’obbligo di firma e al divieto di dimora.

Il copione era preciso: sceglievano enti religiosi guidati da anziani. Li contattavano fingendosi funzionari di Comune o Regione per comunicare che era stato accreditato un contributo maggiore del dovuto, convincendoli a versare la differenza: dai 2.000 ai 16.500 euro che si facevano accreditare su postepay intestati a prestanomi che incassavano fino al 20%. Le indagini sono partite da un’estorsione nei confronti del titolare di un’officina torinese. «Nella provincia di Torino - sottolinea il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Francesco Rizzo - i reati sono in calo. Le truffe no. Per questo stiamo effettuando attività di prevenzione su tutto il territorio».

CRISTINA PALAZZO

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