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Pacifico: «Le canzoni raccontano le mie fragilità»

Pacifico

ROMA «Le canzoni parlano spesso di fragilità, quelle che vedi in giro, soprattutto quelle nascoste, protette. Oppure delle fragilità di chi scrive. Questo disco non fa eccezione. È una raccolta di debolezze, di quei piccoli momenti in cui ognuno di noi s’inceppa. In ognuna di queste canzoni però c’è sempre una via d’uscita, l’osservazione del modo in cui tutti ci ingegniamo per andare avanti». Così Pacifico, tra le firme più originali della scena pop, introduce Bastasse il cielo, il nuovo disco al centro del live che il cantautore terrà domani sera al Parco della Musica.

Da anni sulle scene, l’artista milanese si dice sempre più ossessionato dalla chiarezza. «Cerco di essere chiaro – racconta – mi piacciono anche i testi ermetici ma mi deve arrivare una rivelazione. Quindi sto asciugando, cerco meno le frasi a effetto ma vuote, cerco di sfuggire al narcisismo della frase messa dietro ai due punti». Pacifico ha scritto l’album a Parigi, città in cui vive. «Parigi – spiega – la sento molto nella mia scrittura di oggi, Non ho messo luoghi, citazioni, è una presenza sottostante. È una città caotica, meravigliosa, romantica e dura. Sempre in mezzo a una contestazione, sta sempre ad attirare pericoli. Questa tensione la sento, mi ha costretto a essere più asciutto, ho meno momenti di abbandono alle lusinghe della malinconia, di cui come molti ho abusato». Per Pacifico le canzoni sono uno spazio di libertà. «Sono inibito, timido, pieno d’incertezze. La musica e le parole sono il mio modo per scopririmi diverso, con più colori, più sorprese di quelle che riservo a chi mi conosce e mi frequenta».

 

STEFANO MILIONI

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