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Ultimo Cdm in bilico prima delle europee

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ROMA Si avvicina il possibile scontro tra M5S e Lega in Consiglio dei ministri, se mai sarà convocato prima delle elezioni europee. I leghisti assicurano che avrà all’ordine del giorno il decreto Sicurezza bis e che potrebbe tenersi lunedì. Ma il “pre Consiglio” tecnico di ieri in verità non sembra aver raggiunto un accordo sul testo. Intanto il vicepremier Salvini deve vedersela con la grana dei voli di Stato. La Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo esplorativo.

La grana dei voli

«Nessun abuso - ha precisato Salvini - nessun volo di Stato o della Polizia per fare comizi, ma sempre per impegni istituzionali». Altrimenti, precisa il Viminale, «è abituato a utilizzare voli di linea, rigorosamente in economy». E sull’economia arriva il duro attacco del ministro delle Finanze austriaco, Hartwig Loger, a margine della riunione dei ministri dell’area euro a Bruxelles. Dopo le parole di Matteo Salvini -  che ha annunciato l’intenzione di voler sforare il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil e del 130-140% del debito - Loger ha tuonato: «Non siamo disposti a pagare i debiti dell’Italia. A causa del consapevole avanzare della spirale del debito, non si può escludere che l’Italia non si evolva in una nuova Grecia». Poi ha rincarato: «In futuro le regole devono essere rispettate e le sanzioni dovranno essere automatizzate». La risposta è venuta dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria: «C’è un Def approvato da governo e Parlamento e l’esecutivo sta lavorando per attuare quello che c’è scritto. Salvini era presente in Consiglio dei ministri quando  stato approvato».

L’allarme di Visco

Ma le continue tensioni, che hanno tenuto costantemente in alto lo spread, stanno iniziando ad avere ricadute. Lo ha segnalato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco: «La trasmissione dei più alti tassi d’interesse sui titoli di Stato al costo dei prestiti a famiglie e imprese è stata finora limitata grazie all’ampia liquidità delle banche e al miglioramento dei loro bilanci. Ma segnali di tensione stanno cominciando a emergere». Il governatore ha precisato che, secondo alcune indagini di Bankitalia, «le condizioni di credito si sono irrigidite, soprattutto per le piccole imprese, sulla scia dell’aumento del costo della raccolta bancaria e del deterioramento delle prospettive economiche. Nel lungo termine un alto premio di rischio sui titoli di Stato finirebbe per avere ricadute sull’economia reale».

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