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«Scegliamo l'uomo e dopo facciamo la gara»

legnano

Bandi cambiati a posteriori per modellarli sull’amico degli amici prescelto per il posto nella municipalizzata, anche se incompatibile e addirittura con precedenti;  la consigliera di un cda costretta a dimettersi per lasciare il posto alla figlia di un candidato sindaco escluso, in cambio dei suoi 1000 voti al ballottaggio. È il quadro emerso nell’indagine di Legnano che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco leghista Gianbattista Fratus, l’assessore alle Opere pubbliche Chiara Lazzarini e in carcere il vicesindaco Maurizio Cozzi, gli ultimi due di Forza Italia, sospesi dal partito. Un quadro che fa parlare gli inquirenti di «totale mancanza di percezione del disvalore e sociale delle condotte, e una sistematica violazione delle norme giuridiche», Una pervicacia emersa in due intercettazioni. Una quando Cozzi spiega: «Prima si trova il candidato poi si fa il bando». L’altra quando Fratus e Cozzi definiscono «cagasotto» un commercialista che si sarebbe rifiutato di partecipare ad una gara pilotata.
L’inchiesta che ha portato al commissariamento del Comune, non è un fulmine a ciel sereno: sulla gestione spregiudicata di Fratus e compagni si era spaccata anche la maggioranza, con  le dimissioni di  13 consiglieri su 24 di cui 3 leghisti per tornare al voto. E l’inchiesta, hanno detto i magistrati, era nata un anno fa da un dossier anonimo. P.R.

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