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La polemica politica non frena il Salone

TORINO

TORINO Le polemiche non frenano il Salone del Libro, che chiude la 32esima edizione «con un successo clamoroso». A dirlo è il direttore Nicola Lagioia, non nascondendo l’entusiasmo per i numeri raggiunti.

I visitatori sono stati 148mila, 5mila in più dello scorso anno, con un picco nella giornata di sabato, «quando sono entrate 15mila persone in meno di un’ora e mezza. Numeri da stadio», ha commentato Silvio Viale, presidente dell’associazione Città del Libro. Record anche tra gli stand, come quello di Rai Libri che ha incassato il 40% in più di copie vendute. Ma a scandire l’edizione sono state le polemiche, fino all’ultima di Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in consiglio comunale che ieri ha chiesto le dimissioni del direttore. Al centro dell’attacco, la decisione di escludere Altaforte, casa editrice vicina a Casapound. «Lagioia non si tocca. È stata la persona che in questi tre anni insieme a noi lo ha salvato da Milano e lo ha rilanciato», ha precisato la sindaca Chiara Appendino. «Rimarrò, ho un contratto già firmato fino al 2021 – ha replica Lagioia -. In questi due anni abbiamo ricompattato il fronte editoriale riportando al Salone la filiera del libro, abbiano assorbito la spaccatura editoriale, assorbiremo anche quella politica». Quindi appuntamento al 12 maggio 2020.

CRISTINA PALAZZO

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