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Infinito “sfilamento” per il saluto alla città

MILANO La 92ª Adunata Nazionale degli Alpini, in occasione del 100° compleanno dell'Associazione Nazionale, ha trasformato per tre giorni Milano, proprio la città dove l’associazione nacque e che ha ospitato l'adunata altre tre volte, nel 1959, nel 1972 e nel 1992. Eventi, mostre, un fiume di grappa e allegria hanno percorso la città, assieme a forti dosi di civismo: le penne nere, fra l’altro, hanno perfino ripulito dalle scritte vandaliche i giardinetti appena inaugurati di piazza Leonardo da Vinci. Ieri, soprattutto, l’imponente corteo di oltre 80 mila milamilitari o ex: uno “sfilamento” imponente, iniziato al mattino in porta Venezia e proseguito per il centro cittadino, il Duomo e piazza Cairoli, fino alla serata, quando c’è stato il passaggio della stecca a Rimini-San Marino, che ospiterà l’adunata del 2020. Se in 80-90 mila hanno sfilato (bisogna menzionare i centenari Giovanni Alutto, 102 anni, e Silvio Biasetti, 106, l’unica Medaglia d’Oro in servizio il serg. magg. Andrea Adorno, e, in ricordo dell’ultimo mulo “najone”, il basto di Iroso, scomparso pochi giorni fa), molti di più sono stati gli alpini e i loro simpatizzanti: le stime parlano di oltre 500 mila persone. Trenord fa sapere di aver portato nel weekend 250 mila viaggiatori per l’Adunata. Solo ieri, circa 1000 alpini valtellinesi hanno raggiunto la sfilata su un treno straordinario da Tirano. Grande successo per la Cittadella degli alpini al parco Sempione: 120 mila visitatori, mai vista un'affluenza simile. C’è stato spazio anche per la solita polemica attorno al ministro Salvini, che aveva sfoggiato un cappello da alpini beccandosi il rimbrotto della ministra Trenta («Non indosso il cappello degli alpini perché lo possono indossare solo gli alpini. Salvini lo ha fatto? Be', lui non è un militare, io sì»). Si son viste t-shirt con la scritta: «Sono alpino e antifascista». Per dire. Ieri sera, a conclusione di tutto, il sindaco Sala ha commentato: «E' stata una festa dei valori. In questi momenti si torna a pensare alle tradizioni del nostro Paese e a gente che non è solo il passato, ma anche il presente».

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