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Il Grande Spirito lega gli indiani all'Ilva

Cinema/Il grande spirito

ROMA Un ladruncolo che vorrebbe solo un mucchio di soldi per poter fuggire via e un “indiano” metropolitano che crede di essere già fuggito. Si incrociano sui tetti di Taranto, si scontrano, si scrutano, tentano di capirsi ma tutti e due sono prigionieri di un mondo avvelenato che li sta uccidendo.Tutti e due si agitano davanti ai fumi e ai veleni  dell'Ilva e, attraverso la loro storia di amicizia, di sogno e di morte, Sergio Rubini costruisce la sua favola nera contro il mostro dell'Ilva ne “Il Grande Spirito”, appena arrivato in sala.

Come spiega Rubini stesso: «La tragedia degli indiani d’America ricorda un po’ quella che hanno vissuto gli abitanti di Taranto. Nelle riserve arrivarono uomini con armi da fuoco, decisi a sterminarli. A Taranto, invece, hanno portato un mostro di ferro, tutto intorno è morto e anche la gente sta morendo». 

SILVIA DI PAOLA

 

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