Spettacoli

«Ted Bundy, un criminale così feroce e così normale»

Zac Efron Ted Bundy. Fascino Criminale

CINEMA È bello, fascinoso, brillante, persino dolce: è un serial killer. Non uno nato sulla carta ma un vero mostro, Theodore Robert Bundy, che negli States dei Settanta stuprò, torturò e massacrò decine di donne e che tra un processo e una fuga divenne una celebrità, anche perché il suo fu il 1° processo della storia Usa seguito interamente dalle tv. Oggi che Joe Berlinger lo porta al cinema in “Ted Bundy. Fascino Criminale” (dal 9 in sala) e ce lo fa scoprire attraverso la donna che lo amava (interpretata da Lily Collins), ha la faccia nientemeno che di Zac Efron.

Proprio lui che, nell’ultimo decennio, ha fatto di tutto per staccarsi di dosso l’aureola Disney di bravo ragazzotto e sporcarsi le mani con ruoli carichi di cattiveria e ambiguità. E qui siamo al culmine e, non a caso, l’attore confessa di averci pensato un bel po’ prima di accettare. Ma, poi, a convincerlo è stata «la sua scioccante normalità, l’idea che un uomo così feroce potesse essere chiunque, anche un mio amico e ciò vale ancora di più per la donna che lo amava. Ho parlato, per prepararmi, con molte persone che lo hanno conosciuto e tutte mi ripetevano che era così piacevole e dolce e persino timido, nessuno avrebbe potuto immaginare chi era davvero e molti lo amavano». La vera sfida? Riuscire a non farne un personaggio fascinoso, a non glorificarlo cosa di cui molti lo hanno già accusato.

 

 

SILVIA DI PAOLA

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