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Fontana ignaro di tutto Sala: «Lui è specchiato»

TRIBUNALE La bufera scatenata dalla maxi operazione anti-tangenti e anti-mafia della Procura ha un epicentro politico: è costituito da Forza Italia, cui appartengono Pietro Tatarella, Fabio Altitonante e Gioacchino Caianiello, e dal presidente leghista della Lombardia, Attilio Fontana. I pm, infatti, da un lato lo considerano «parte offesa» in quanto oggetto di un tentativo di corruzione da parte del “ras” varesino Caianiello (tentativo di cui però Fontana non si sarebbe accorto); dall’altro stanno valutando ancora la sua posizione. Lo ha spiegato il procuratore capo Greco: «Stiamo valutando la posizione anche perché il socio di studio legale del presidente Fontana, Luca Marsico (per il quale Caianiello aveva chiesto una “sistemazione” per compensarlo della mancata elezione in Regione, ndr), ha ottenuto un incarico e stiamo verificando se questa procedura di gara sia regolare». Fontana sarà interrogato. Ieri ha parlato in Consiglio: «Non ho alcun timore, ribadisco di non avere percepito alcun atteggiamento corruttivo nelle interlocuzioni avute». Ha annunciato di aver «sospeso» il sottosegretario Altitonante, sottoposto a misura cautelare come del resto il suo sodale Tatarella del Consiglio comunale di Milano, ma Pizzul (Pd) critica: «Sarebbe stato meglio ritirargli le deleghe. Siamo in presenza di un sistema corruttivo». Il sindaco Sala sta con Fontana: «Lo ritengo una persona specchiata». Ma «c’è un sistema che storicamente ha sempre ruotato intorno alla Regione, che si è prestato ad un certo livello di illegalità».

Sotto la lente degli inquirenti gli appalti Amsa e A2a (e non solo)

TRIBUNALE Il consigliere comunale Tatarella, nella commissione consiliare urbanistica ed edilizia privata e pezzo grosso di FI in Lombardia, sarebbe stato corrotto con 5mila euro al mese e altre utilità, per il gip Mascarino. Fonte del denaro, la Ecol Service dell'imprenditore Franco D'Alfonso, attiva nel campo delle bonifiche ambientali. I soldi di D’Alfonso avrebbero foraggiato tanti, anche «Mauro De Cillis, importante dirigente Amsa», fra gli arrestati di ieri. Quindi anche gli appalti delle municipalizzate sono finiti sotto la lente degli investigatori. Due specialmente: quello del servizio neve e quello del teleriscaldamento di A2A, ma, dice il pm Scudieri, «sono in corso accertamenti su un'altra decina di appalti pubblici di Amsa, A2aA e MM», tutte partecipate dal Comune.

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