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«Pino Daniele un vero precursore»

MUSICANTI

ROMA «Dopo la scomparsa di Pino io e Sergio De Angelis, anche lui vicino a Pino per tanti anni, abbiamo cercato un modo per ricordarlo e soprattutto per non lasciare il suo immenso repertorio nel dimenticatoio». Così Fabio Massimo Colasanti, al fianco di Pino Daniele dal 1997, racconta l'origine di Musicanti, il musical con le canzoni del bluesman napoletano di cui è direttore artistico, in scena da stasera a domenica al Teatro Olimpico.

Pino Daniele ha scritto tante canzoni magnifche: su che basi avete selezionato quelle da utilizzare?
«Insieme agli autori Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, abbiamo cercato di mantenere un filo che unisse la drammturgia alle canzoni, creando un percorso coerente. Alla fine le canzoni ci hanno raccontato delle storie che Alessandra e Urbano hanno cucito insieme dandogli la forma di Musicanti».

Ha collaborato a lungo con Daniele: qual è la cosa più importante che le ha lasciato?
«Sicuramente l‘impegno costante e la devozione al lavoro del musicista. La ricerca del particolare è fondamentale nella creazione di cose uniche».

Che importanza ha avuto Pino nella storia della musica italiana?
«È stato sicuramente uno dei maggiori esponenti della cultura italiana, sicuramente il primo a unire sonorità apparentemente lontane tra loro, come il jazz, il blues, l’etnico, passando per i madrigali e la musica popolare napoletana».

Una sua canzone alla quale è particolarmente affezionato?
«Un po’ a tutte. ma c’è una canzone nell’album “Come un gelato all’equatore”, “I buoni e i cattivi”, nella quale provammo a sperimentare con rap, elettronica, jazz. Ancora oggi quando l’ascolto mi rendo conto di quanto Pino fosse avanti, considerando che l’abbiamo fatta nel 1999».

 

 

STEFANO MILIONI

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