Fatti&Storie

Sul caso AltaForte c'è il fronte dei presenti

Torino/Salone del Libro

TORINO La polemica sulla presenza della casa editrice AltaForte vicina a Casapound al Salone del Libro continua ad alimentarsi. Anzi, a svuotarsi: la lista di chi diserterà la kermesse per protesta si allunga. Dopo il collettivo Wu Ming e Carlo Ginzburg, lo annunciano la presidente Anpi Carla Nespolo e il fumettista Zerocalcare per cui è impossibile «pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli». Se il Torino Pride chiede di promuovere un codice etico, People ha deciso che lo stand ci sarà ma senza libri, solo una scritta “stand against fascism”. Si compatta il fronte di chi al Salone andrà anche per testimoniare dissenso. A guidarlo con l’hashtag #iovadoatorino è la scrittrice Michela Murgia. «Torino è antifascista - sottolinea la sindaca Appendino, sostenuta dal gruppo consiliare - Di certo non abbandoneremo il campo perché le idee si combattono con idee più forti». Per il governatore Chiamparino «non ci sono elementi per negare l'accesso alla casa editrice». E Francesco Polacchi di AltaForte rincara la dose: «Io sono fascista. L'antifascismo è il vero male di questo Paese». Mentre la casa editrice corregge: «Siamo indipendenti».

CRISTINA PALAZZO

Articoli Correlati
Fatti&Storie