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Salone, Wu Ming e Ginzburg lasciano in polemica con l'editore vicino a Casapound

TORINO

TORINO Prima il collettivo bolognese Wu Ming, poi lo storico Carlo Ginzburg. La lista dei disertatori al Salone del Libro si allunga dopo la decisione della kermesse di ospitare in uno stand Altaforte, la casa editrice vicina a Casapound che pubblica anche il libro-intervista a Matteo Salvini. Una polemica che già ha fatto una vittima, visto che Christian Raimo, consulente editoriale di Librolandia, sabato si è dimesso. Lo ha fatto «per proteggere il Salone» dopo aver pubblicato un post «strettamente personale» titolato “L’antifascismo è militante o non è” in cui citava alcuni giornalisti che «tutti i giorni in tv, sui giornali, sostengono un razzismo esplicito».

Con le sue dimissioni, però, non sembra essersi placata la querelle e già giorni prima dell’inaugurazione del 9 maggio rischia di incidere sul clima. «Noi riteniamo che i fascisti vadano fermati e, metro dopo metro, ricacciati indietro - spiegano dal collettivo Wu Ming che doveva presentare il 12 maggio l’antologia di suoi scritti su J.R.R. Tolkien “Il fabbro di Oxford” per la casa editrice Eterea - Non abbiamo intenzione di condividere alcuno spazio o cornice coi fascisti. Per questo non andremo al Salone del Libro». Poche ore dopo anche Ginzburg (nella foto) ha annullato la presentazione dell’11 maggio di “Nondimanco. Machiavelli, Pascal”, edito da Adelphi. «La mia, tengo a sottolinearlo, è una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità - e precisa -. Desidero esprimere la mia solidarietà a Christian Raimo». E non è detto che la lista finisca qui.

CRISTINA PALAZZO

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