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Juve, il ko costa più dell'amarezza

Champions League

CALCIO L’ultima tegola caduta è quella della Borsa, dove la sconfitta della Juve ha portato a una perdita del titolo bianconero pari al 15%. Certo, il mercato è sempre altalenante (quando arrivò Ronaldo si ebbe un picco del 171‰), ma il crollo di ieri rende l’idea di una perdita pesante. Oltre il dolore per i tifosi infatti, ad Andrea Agnelli e ai vertici fa male soprattutto la perdita economica. Due conti: parlando di incassi pagati dalla Uefa la Juventus non si può lamentare: per il proprio cammino in Champions sono entrati nelle casse torinesi 97,7 milioni. A questo inoltre bisogna aggiungere gli incassi della gare disputate allo Stadium che sommati raggiungono i 19, 5 milioni. Un totale 117 milioni. Tuittavia, conquistare la qualificazione alla semifinale avrebbe garantito alla Juve altri 12 milioni, mentre un posto nella finalissima di Madrid sarebbe valsa ulteriori 15 milioni, più altri 4 in caso di eventuale successo. A tutto questo andrebbero aggiunti gli incassi della vendita biglietti per la semifinale casalinga, oltre all'ulteriore guadagno spettante dal market pool: un totale di altri potenziali 40 milioni lasciati per strada dal club di Agnelli. Il vero danno economico è quello della crescita bloccata: la Juventus, entrata con l’arrivo di CR7 nel salotto delle big d’Europa, avrebbe potuto sforare il muro dei 500milioni di ricavi: non ci riuscirà. Passerà dai 402 dello scorso anno, ai circa 455 (stima al ribasso) di questa stagione. Certo, è un miglioramento: ma è stato pagato da crescita altrettanto importante per spesa ammortamenti e stipendi.

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