Spettacoli

«I ragazzi oggi parlano attraverso il rap»

Militant A Assalti Frontal Maxxi

ROMA Dedicato al rap l’ultimo appuntamento di “Street Music” (domani ore 18) al Maxxi. Ospite Militant A, anima di Assalti Frontali, realtà storica del rap.

Che significa per lei il rap?
«Tirare fuori il mondo che avevo dentro ed entrare in contatto con migliaia di persone, buttare giù barriere, paure, confini, vedere coi miei occhi come cambiava la percezione di un quartiere. Il rap mi ha mostrato la forza della musica: è un’emozione che produce cultura».

È cambiato qualcosa nel suo approccio?
«All’inizio mi rivolgevo più alle persone che erano nel mio ambiente, noi eravamo quelli dei margini, orgogliosi di esserlo. Poi ho capito che la società aveva bisogno di noi e noi di lei, è un passaggio che ho fatto entrando in contatto col mondo della scuola, da rapper dei centri sociali mi sono trasformato in rapper sui banchi di scuola, cercando un linguaggio più comprensibile». 

Molti pensano che il rap, oggi, sia molto più forma che sostanza...
«È il linguaggio principale dei ragazzi, questo non può che farmi felice, è una vittoria e mi permette di entrare subito in contatto con loro, ci capiamo, ci sentiamo complici. Poi gli esempi più di successo puntano su contenuti consumisti, sessisti, e questo è triste, ma ci sono tanti ragazzi in gamba che portano speranza. Sono i Simone di Torre Maura delle nostre periferie, a volte hanno solo bisogno di un’occasione per uscire fuori». 

Il vostro nuovo singolo Simonetta è dedicato a Simonetta Salacone, dirigente scolastica scomparsa 2 anni fa...
«Ricorda la persona, le idee e l’azione di una gran donna che ha cresciuto generazioni di ragazzicreando una scuola aperta al territorio, solidale, l’Iqbal Masih del Casilino 23 e di Centocelle. Ci è uscita dal cuore: in un momento in cui le periferie sono abbandonate e in preda a richiami razzisti è importante che ci siano punti di riferimento coraggiosi e preenti per ritrovarsi e fare comunità».

Spettacoli