Salute

Ail festeggia 50 anni e guarda al futuro

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I volontari restano, a dispetto dei mutamenti socio-economici e culturali che investono l’Italia, la risorsa più preziosa per la crescita della comunità e costruiscono resilienza, la forza di resistere e combattere la malattia. E Ail guarda al futuro, pronta ad affrontare una nuova sfida: realizzare una vera Scuola di formazione continua del volontariato, sugli esempi di “modello formativo” già attivo in numerose sezioni Ail presenti sul territorio nazionale, e avviare il reclutamento delle nuove generazioni di volontari. Ail quest’anno festeggia i suoi primi 50 anni di attività con una serie di appuntamenti programmati per tutto il 2019, modello di eccellenza dell’associazionismo italiano in sanità con le sue 81 sezioni provinciali distribuite in 20 Regioni italiane e quasi 20.000 persone che da nord a sud del Paese si impegnano quotidianamente.

Incontro. Ma ha ancora un senso il volontariato all’interno di una società in costante mutamento? Come è cambiato il profilo del volontario nel tempo? Come affrontare le esigenze formative dei volontari? Ail ha dedicato a queste importanti tematiche un incontro a Roma dal titolo “La scelta volontaria. Riflessioni sul volontariato. Dalla vocazione del dono all’esigenza della formazione. Il modello Ail”, al quale hanno partecipato tra gli altri, alcuni esponenti dell’Associazione, economisti, giornalisti ed esperti del Terzo Settore, che insieme hanno tentato di dare risposte concrete per il futuro dell’Associazione e dei suoi volontari.

Amadori. “La grande storia di AIL è uno stimolo per tutti noi, vogliamo che l’Associazione continui a crescere – dichiara il professor Sergio Amadori, Presidente nazionale di Ail -  tutto quello che è stato costruito non sarebbe mai stato possibile senza i volontari AIL, sempre più numerosi e vera linfa vitale dell’Associazione. Però, guardando al domani, sono convinto che sia necessario innovare la rete AIL diffusa sul territorio nazionale. La nostra, come altre Associazioni, ha bisogno di un ricambio generazionale e di formare veri e propri professionisti del volontariato. I nostri prossimi obiettivi puntano sia a realizzare una Scuola permanente di volontariato, per formare in modo continuo coloro che sceglieranno liberamente di essere al fianco dei malati e delle famiglie, sia a una nostra maggiore presenza nelle scuole superiori per sensibilizzare e rendere consapevoli i ragazzi sul valore del dono solidale e gratuito”.

Ail. L'Ail, costituita a Roma l’8/04/1969 e riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica n. 481 del 19/09/1975, opera sul territorio nazionale grazie all’attività di 81 sezioni provinciali che collaborano in stretto rapporto con i Centri di Ematologia. Il ruolo fondamentale è l’attività svolta in collaborazione con le strutture pubbliche, sia universitarie che ospedaliere, a favore dei malati. L’organizzazione si basa sull’autonomia delle singole sedi provinciali e sul principio che i fondi siano spesi, nel più limpido dei modi, là dove sono raccolti e per gli obiettivi che di volta in volta vengono proposti: ricerca scientifica, assistenza sanitaria, formazione del personale.

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