Spettacoli

Lauro: «L’artista non è un educatore»

Achille Lauro

MUSICA La sua “Rolls Royce” è stata la rivelazione di Sanremo, polemiche incluse. «E si sono dette cose false – spiega Achille Lauro – Io non parlavo di droga, che è un problema grave e andrebbe affrontato seriamente nelle scuole. C’è stata strumentalizzazione». E aggiunge: «L’artista non è un educatore, non può sentirsi responsabile in toto verso il pubblico. Se Sfera dice che si fa le canne, sta ai ragazzi capire cosa fare».

Esaurito lo sfogo, ora Lauro guarda al nuovo cd, “1969”, che oggi presenterà al Mondadori Duomo di Milano (domani al Mondadori Bookstore di Torino e il 16 alla Discoteca Laziale di Roma). «Il titolo si riferisce a un’epoca piena di cambiamenti, con tanta voglia di fare e innovare. È anche il mio obiettivo: ci sono suoni Anni ‘60 e ‘70, il rock’n’roll, Elvis e i Beatles mescolati ad altri generi. Voglio creare qualcosa che piaccia a tutti e resti nel tempo. Sono sempre stato un outsider, ma ora per la prima volta mi sento al posto giusto nel momento giusto”».

Ecco il singolo “C’est la vie”, il feat di Coez su “Je t’aime”, l’autobiografia di “Roma”, l’intimismo di “Scusa”: «Brani scritti in momenti difficili, trasformati in positività. Sono l’operaio del mio successo, ho lavorato 7 anni senza dormire per farcela». Lauro si esibirà in estate in alcuni festival, poi partirà in ottobre con un tour nei club. Intanto si fa il suo nome come giurato di X Factor: «Sarebbe bellissimo, ci spero».

 

DIEGO PERUGINI

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