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A L'Aquila la libreria che illumina la città

WWWORKERS

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A L’Aquila la vita è fatta di un prima e di un dopo quel tragico aprile di dieci anni fa. E c’è chi ha scelto di ricominciare da una libreria indipendente di settanta metri quadrati pieni zeppi di libri che parlano, emozionano, creano comunità. Uno spazio aperto molto prima del sisma e rimasto chiuso solo per pochi, pochissimi giorni. «Siamo stati fermi il tempo di leccarci le ferite, poi abbiamo riaperto alle porte della città e nel 2014 in centro. Siamo state una delle prime attività nel centro storico non di somministrazione di cibo e vivande. Ecco perché abbiamo rappresentato una sorta di avamposto per la riapertura dei negozi», racconta Giuliano Cervelli, 48enne aquilano, libraio per passione e professione, un passato da musicista e in tasca una laurea alla scuola del cinema del capoluogo abruzzese. «Oggi non quella scuola non c’è più, ha riaperto solo una piccola sezione», precisa Giuliano, che da quindici anni lavora in libreria con sua moglie.
Insieme hanno deciso di restare in città, consigliando e vendendo libri. «Si può tornare a vivere in centro, non solo di notte e con un bicchiere in mano, ma leggendo libri e respirando cultura».  La libreria si chiama Polarville ed è in via Castello, a ridosso del centro storico, vicino al castello cinquecentesco e all’auditorium disegnato da Renzo Piano. «Vendiamo libri dischi e film. Il nome nasce da un genere cinematografico francese degli anni ’70, una via di mezzo tra poliziesco e noir. Siamo una libreria indipendente e il pubblico che ci frequenta è composto da una fascia di lettori forti. D’altronde esiste una piccola percentuale che legge molto in Italia, anche quattro libri al mese. Noi andiamo a dialogare con quella fascia», afferma Giuliano. I titoli proposti sono quelli che piacciono a loro. E i lettori si fidano, seguono le proposte, accettano consigli raccontati anche sui social e su Facebook in particolare. Proprio Facebook consente di rilanciare le presentazioni dei testi. «Siamo piccoli, ma con tanto sacrificio organizziamo presentazioni a cadenza settimanale e le veicoliamo nella nostra pagina. In città siamo un punto attivo e per gli spazi collaboriamo con altri locali della zona». Perché è facendo rete che si affrontano le fasi più difficili.

 

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

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