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Lo Spiraglio FilmFest approda al MAXXI

Roma/Festival

ROMA Dall'inglese Jellyfish di James Gardner, che per protagonista ha una ragazza con una madre bipolare costretta a prendere sulle proprie spalle la famiglia lavorando dopo la scuola, a Three Identical Strangers by Tim Wardle, documentario che racconta la storia di tre gemelli separati alla nascita che si ritrovano da ragazzi e che costringe a riflettere su tutto ciò che ci condiziona durante la nostra vita, tra scienza ed etica, malattia mentale e male di vivere. Il tutto passando anche per il cinema d’animazione, con Blu di Paolo Geremei, raffinato racconto per immagini che molto ci dice della vulnerabilità dei bambini e delle difficoltà a rompere le barriere e i legami troppo stretti con i genitori.

Sono solo alcuni dei titoli offerti dalla nona edizione de Lo Spiraglio FimFest, da domani a domenica a Roma, al MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, nato con lo scopo di raccontare il mondo della salute mentale nella sua molteplicità attraverso le immagini e che quest'anno punta i riflettori sul rapporto tra infanzia, adolescenza e disagio psichico.

Un percorso che passa anche attraverso i lungometraggi in concorso, un percorso nella contemporaneità giovanile, come quello fatto da  “Quello che i social non dicono - The cleaners”, di Hans Block e Moritz Riesewieck, che poi  sarà distribuito da I Wonder Pictures nei cinema italiani dal 14 al 17 aprile e che racconta di come salvaguardare la salute psichica degli utenti possa arrivare a compromettere la propria, come accade a cinque “spazzini digitali”, incaricati di eliminare contenuti inappropriati dalla rete, di fatto una nuova varietà di malattia professionale, con i disagi psicologici sempre più allarmanti di cui soffrono i protagonisti, costretti a confrontarsi quotidianamente con immagini di guerra, violenza, crudeltà, pornografia.

O anche il percorso di  DentroFuori di Roberto Orazi, storie di un gruppo di pazienti psichiatrici che da molti anni frequentano il Centro Diurno della Comunità Terapeutica Reverie, o di Sembra mio figlio firmato da Costanza Quatriglio, storia di Ismail, che, sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino, vive ora in Europa con il fratello Hassan e andrà incontro al destino della sua famiglia facendo i conti con l’insensatezza della guerra e con la storia del suo popolo, il popolo Hazara.

Sarà poi una giuria, composta da addetti ai lavori appartenenti all’ambito sociale, psichiatrico e cinematografico, ad assegnare il Premio “Fausto Antonucci” di 1.000 euro al miglior cortometraggio e il Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” di 1.000 euro al miglior lungometraggio. Ed è prevista anche l’assegnazione di un Premio Speciale all’opera considerata particolarmente significativa per il tema e per la modalità con cui è stato trattato l’argomento della salute mentale.

Per finire  il festival, assegnerà, durante l'ultima serata, il Premio LO SPIRAGLIO Fondazione Roma Solidale Onlus all'attore, regista e sceneggiatore Fabrizio Bentivoglio, per aver spesso  raccontato vita, sentimenti ed emozioni di persone con un qualche disagio psichico nella sua lunga carriera.

SILVIA DI PAOLA

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