Opinioni

Io e le notizie sui giornali del 1 aprile

CARLO BARBIERI

Mia moglie mette la testa nella mia stanza.

– Che hai che ridi come un pazzo?

– Quest'anno la stampa ha superato sé stessa.

– In che senso?

– Oggi che giorno è?

– 1 aprile.

– E io finalmente mi sono organizzato come si deve e mi sto divertendo a leggere tutti i pesci d'Aprile che si sono inventati i giornali. Una cosa spettacolare. Ogni anno mi dico "quest'anno me li devo godere tutti" e poi mi dimentico. Questa volta però mi sono messo un reminder sul telefonino e stamattina ho comprato Il Corriere, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Fatto Quotidiano, Il Foglio, IlSole24Ore, Il Giornale e l'Avvenire. C'è da morire dalle risate. Ma come fanno a inventarsi certe notizie? Senti qua, senti qua, te ne leggo una a caso: "Nonostante si sapesse che al Centro trattamento rifiuti del Salario, dove si è sviluppato un rogo a dicembre, le telecamere non funzionavano, quando è scoppiato l'incendio al Centro trattamento di Rocca Cencia, ben tre mesi dopo, non c'era videosorveglianza nemmeno lì."  Ahahah! Ma ce ne vuole di fantasia! Te lo immagini, ahah, che dopo tre mesi, ahaha, a Rocca Cencia non erano corsi ai ripari?

– Guarda che la notizia è vera.

La mia risata diventa una smorfia. – Che significa "La notizia è vera"?

– Significa che è vera. Non c'era un sistema di videosorveglianza.

– E vabbè, ma senti quest'altra se non è meravigliosa: "Zingaretti: mai più liti nel PD". Ma ti pare mai possibile che...

Mia moglie: – Notizia vera.

Continuo con la serie di articoli che avevo preso per pesci d'aprile.

– "Di Maio dichiara..."

– Vera.

– "Tria dice..."

– Vera.

– "Trump twitta..."

– Vera.

La guardo sconsolato.

Lei ha pietà di me, va al mio computer, digita www.maredolce.com, cerca nel sito e mi indica un articolo del 1° aprile: "Salvini: sposerò un uomo a Giugno".

Sbarro gli occhi e spalanco la bocca: – Davveroooo?

– No. Questo è un pesce d'aprile.

Richiudo la bocca e tento di buttare i giornali nel cestino sotto la mia scrivania. Non c'entrano, i maledetti. 

CARLO BARBIERI

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