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Gli ex CasaPound che sognavano “Breaking Bad”

TORINO

giustizia Avevano cercato di uccidere un rivale in amore con l’agente chimico ricina, mettendolo nel bicchiere di vodka, ma il potente veleno non si era sciolto, causando solo un forte malessere. Accadeva a novembre, nella sede di CasaPound “Asso di Bastoni”, che i quattro, tra i 20 e i 24 anni, simpatizzanti dell’estrema destra, frequentavano. Ieri sono stati arrestati. L’accusa è produzione e detenzione di aggressivo chimico, tentato omicidio aggravato e continuato, tentata fabbricazione di arma da fuoco clandestina. L’operazione Testuggine era partita dal tentativo di uno di loro di comprare un’arma “Liberator” da stampare in 3D. A Bra, nel Cuneese, è stato poi scoperto il laboratorio dove i giovani estraevano ricina dai semi: volevano usarla per riprovare a uccidere i due rivali in amore coinvolgendo un ragazzino di 11 anni e pianificavano di venderla sul deepweb, stile “Breaking Bad”.  «Non c’è alcuna ragione politica, ma motivazioni passionali nel tentativo di uccidere», spiega il pm. 
Intanto da CasaPound prendono le distanze. «I quattro arrestati non erano militanti del Blocco Studentesco o di CasaPound Italia. Le potenziali vittime invece sono attivisti del movimento – spiegano dal movimento neofascista - I soggetti coinvolti avevano frequentato il gruppo giovanile dal quale erano infine stati allontanati». Cristina Palazzo

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