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Nesli: «Vengo in pace e porto un po’ di serenità»

Nesli

MUSICA Esce venerdì “Vengo in pace”, nuovo cd di Nesli. Un album fra pop, rap, canzone d’autore ed elettronica, anticipato dal singolo “Le cose belle”. Giovedì a Roma (Largo Venue) parte il tour, che il 31 arriverà a Torino (Hiroshima) per chiudersi l’11 aprile a Milano (Alcatraz).

Nesli, perché questo titolo?
«Rappresenta bene il mio momento. Dopo tanta inquietudine, finalmente un po’ di serenità. Ma è anche una risposta alla guerra di oggi, soprattutto sui social, dove c’è troppa violenza verbale. Io, invece, porgo la mano a tutti».

Cosa rappresenta per lei questo disco?
«È la chiusura di una trilogia iniziata 4 anni fa. Un periodo importante per la mia carriera: ho cambiato rotta, mi sono messo in gioco, ho rischiato. Sono andato a Sanremo e pure a Masterchef. Sempre mettendoci la faccia. Credo di essermi creato una credibilità solida».

Di cosa parlano le canzoni?
«Stavolta niente amore e relazioni. Ci trovi disagio, inquietudini e bullismo, ma anche tanta speranza e positività. Come nel mio pezzo preferito, “Ma che ne so”, il manifesto del disco. Musicalmente mi sono sentito libero e selvaggio. Pressioni? No grazie, le vivo malissimo».

È al 10° album: come ha vissuto i cambiamenti epocali nella fruizione della musica?
«Io vado lento, assorbo le cose con calma e un po’ di diffidenza. Lo streaming è ok, ma vorrei che nelle classifiche fosse chiara la differenza fra chi i dischi li vende davvero e chi fa solo numeri online».

 

 

DIEGO PERUGINI

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