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'Ndrangheta, sgominata la cosca delle videoslot

TORINO

TORINO Sradicato un sodalizio ‘ndranghetista in Piemonte collegato con le cosche di Vibo Valentia. Indagate 17 persone per droga, estorsione, truffa che agivano a fronte di un patto con Cosa Nostra per gestire i territori tra Torino e Cuneo.

Per la Dda, che ha coordinato l’indagine, sono legate alla ‘ndrina Bonavota. A Carmagnola avevano in mano il mercato della droga e delle videoslot e con intimidazioni e attentati incendari contro gli amministratori comunali hanno cercato di non far passare un regolamento che riduceva le slot machine: in fiamme le auto del vicesindaco Vincenzo Inglese e dell’assessore Alessandro Cammarata. «La criminalità organizzata in Piemonte non è un cancro invadente ma una febbricola permanente che se non repressa con efficacia può svilupparsi in una malattia più grave - ha spiegato il procuratore vicario di Torino, Paolo Borgna - L’amministrazione di Carmagnola ci ha fornito un grosso aiuto. Più dei suoi cittadini. Speriamo che la tendenza cambi».

Orgogliosa la sindaca Ivana Gaveglio: «Abbiamo fatto il nostro dovere. Quando sono capitati certi episodi in giunta ci siamo guardati negli occhi e, compatti, abbiamo deciso di andare avanti». Impegnati nell’operazione “Carminius” oltre 400 militari, tra carabinieri del Ros e finanzieri del Gico di Torino e del servizio centrale Investigazione criminalità organizzata di Roma. «Se questa è una “febbricola” – ha detto il generale della guardia di finanza Alessandro Barbera, a capo dello Scico – la nostra è stata una massiccia dose di aspirina».

CRISTINA PALAZZO

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