Spettacoli

“R. Kelly: vittime di una popstar”

Crime+Investigation R. Kelly

TELEVISIONE Popstar internazionale con “I believe I can fly”, colonna sonora del film “Space Jam”, collaboratore di Michael Jackson, Celine Dion e Lady Gaga che ha venduto milioni di album, vinto diversi Grammy. R. Kelly, cantante e produttore musicale, nasconderebbe un lato oscuro. A svelarlo la docu-serie in 6 episodi “R. Kelly: vittime di una popstar” in onda da stasera alle 22 su Crime+Investigation (in esclusiva su Sky al canale 119) dopo il successo della messa in onda negli USA

Celebrato come uno dei più grandi cantanti R&B di tutti i tempi e famoso per lo stile di vita all’insegna del lusso e degli eccessi, R. Kelly è stato spesso al centro dell’attenzione dei tabloid americani.

Diverse ragazze, attratte dal fascino, dalla fama e dalla ricchezza di Kelly, dalle sue capacità di latin-lover, hanno abbandonato le proprie famiglie, chiudendo ogni rapporto, e sono andate a stare con lui. Giovani donne, alcune minorenni, vivevano controllate a vista, aggredite verbalmente e punite fisicamente dal cantante qualora non gli avessero obbedito, costrette a dover chiedere il permesso per compiere le azioni più semplici come mangiare o andare al bagno.

Dalle pagine di gossip la vita di R. Kelly si è trasferita nelle aule tribunali, dove però le accuse di violenza, molestie sessuali e pedofilia non hanno trovato conferma.

Ora, per la prima volta in televisione, familiari, colleghi e stretti collaboratori di Kelly si sono fatti avanti con nuove accuse contro il comportamento violento del cantante afro-americano. Per fare luce sul  suo controverso passato, dall’infanzia nella Chicago degli anni ‘70 ai giorni nostri, la docu-serie propone interviste a oltre cinquanta persone, tra cui l’ex moglie Andrea Kelly, le fidanzate Kitti Jones e Lisa Van Allen, e i fratelli Carey e Bruce Kelly di R. Kelly, i musicisti John Legend e Sparkle, l’attivista per i diritti civili Tarana Burke

La docu-serie ha ottenuto ottimi ascolti negli Stati Uniti. Trasmessa dal canale Lifetime del gruppo A+E Networks (titolo originale Surviving R. Kelly), è stata vista da oltre due milioni di spettatori. E ha suscitato numerose polemiche. L’avvocato di R. Kelly ha respinto con forza le nuove accuse Il movimento del #MeToo ha rinfocolato gli attacchi contro l’artista. Su Instagram la figlia Joann Kelly ha scritto che sta pregando “per tutte le famiglie e le donne che sono state colpite dalle azioni di mio padre”. Lady Gaga ha chiesto e ottenuto che Do what you want, il brano realizzato insieme a Kelly, sia ritirato dalle piattaforme streaming. Le autorità locali dell’Illinois hanno cancellato un concerto a Springfield poiché prevedeva la partecipazione del cantante.

 

 

 

 

 

 

 

R. Kelly: vittime di una popstar è prodotto dalla regista e attivista Dream Hampton, Tamara Simmons, Joel Karlsberg e Jesse Daniels per Kreativ Inc. con un accordo di produzione con Bunim / Murray Productions (BMP) e con Brie Miranda Bryant di Lifetime.

 

Spettacoli