Spettacoli

«Uccido i corrotti solo per sete di giustizia»

Jennifer Garner

CINEMA Vendicarsi per non morire. Vendicarsi non solo contro gli assassini di tua figlia e del tuo uomo ma anche contro tutto il sistema, i giudici che non hanno condannato, i potenti dei cartelli della droga che sono stati i mandanti. Può farlo una donna come tante impiegata di banca e mamma e poco altro? Può, se diventa una macchina da guerra. E poi, si sa, la vendetta tira fuori forze che mai avremmo pensato di avere. Ma per Pierre Morel, che firma questo Peppermint. L’angelo della vendetta (dal 21 in sala), «il punto non era l’action ma il viaggio emozionale che ha la mia eroina».

Eroina con la faccia di Jennifer Garner che confessa: «Non giravo da anni un film d’azione e non pensavo di potercela fare ma ero impaziente d’interpretare questa donna così coraggiosa. Non ho mai avuto la possibilità di esplorare il bisogno viscerale di difendere e di proteggere la mia famiglia in un film ed era un tema col quale riuscivo a identificarmi». E  in quanto madre dice: «Ho capito il suo difendere il suo cucciolo come una leonessa e, certo, uccide ma ci costringe a porci la domanda sul che cosa faremmo se subissimo una perdita inimmaginabile e ci trovassimo in un sistema marcio e corrotto che non fa nulla per noi. Lei cerca giustizia, non vendetta». Così l’attrice e il resto è stata preparazione. Dura e pura: «Boxe ma anche danza, Krav Maga, sollevamento pesi, volevo mostrare come si può diventare dopo 5 anni di allenamenti tosti». Vedere per credere.

 

 

SILVIA DI PAOLA

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