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«Nel mio nuovo cd ci sono Lou Reed e Iqbal Masih»

Musica/Nuovo cd

MILANO Esce oggi “Alma”, nuovo cd di Enrico Ruggeri, con una copertina artistica firmata Dario Ballantini. Da aprile un doppio tour, acustico ed elettrico, l'11 maggio a Milano e il 24 al Colosseo di Torino.

Ruggeri, è l'album numero…? 
«35! L'ho registrato nel mio studio coi tempi giusti. Ci sono sonorità nuove, arrangiamenti a togliere e niente suoni sintetici. Tutto molto live».  

E il titolo? 
«Alma è una bella parola e nel mio piccolo difendo la lingua italiana. Leggere un buon libro mi dà ancora forti sensazioni».

Ci ha colpito “Forma 21”... 
«Una delle mie più belle canzoni. Parlo degli ultimi istanti di vita di Lou Reed, uno dei miei miti, che si è spento nelle braccia della moglie mentre eseguiva un esercizio di Tai Chi. Non è lugubre, ma positiva». 

E “Un pallone”?  
«È la terribile storia di Iqbal Masih, il bambino-simbolo del lavoro minorile. Mi ha commosso. E c'è anche la voce di Ermal Meta».  

Lei è in giro da molti anni: come resiste? 
«Faccio le mie cose, ho il mio pubblico. Da subito ho capito che non avrei mai fatto San Siro, però anche che non sarei scomparso». 

E come giudica le nuove leve della trap? 
«Mio figlio 13enne in privato ascolta il rock, ma con gli amici trova un collante in Sfera e colleghi. Non mi piacciono la loro povertà lessicale, l'ostentazione del lusso, il senso ossessivo di rivalsa». 

Chiudiamo con il calcio. E la “sua” Inter. 
«Il caso Icardi doveva rimanere nello spogliatoio. E per il derby cito il milanista Nereo Rocco: speriamo non vinca la squadra migliore». 

 

DIEGO PERUGINI

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