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Governo al lavoro sullo Sbloccacantieri

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ROMA Sul dl Sbloccacantieri la Lega fa pressing. «Per me è pronto e quello che mi interessa è che arrivi presto in Cdm», ha detto il vicepremier Matteo Salvini. Ma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, interpellato sui tempi di approvazione del provvedimento, spiega che non sarà sul tavolo del prossimo Cdm. Quanto alla posizione del Movimento 5 Stelle, fonti di governo fanno notare che anche per il Movimento il decreto va approvato e va approvato bene per fare ripartire subito gli investimenti e alcune tipologie di opere.

Confronto a tutto campo

Intanto il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha avviato un «confronto serrato e a tutto campo» con i sindacati, incontrati ieri. Partiranno dei tavoli tecnici e il primo, già dalla prossima settimana, sarà dedicato proprio allo Sbloccacantieri, al decreto crescita e al ddl sul salario minimo (con norme anche sui rider). Gli altri incontri saranno su previdenza, politiche attive e rappresentanza. I sindacati hanno chiesto di affrontare anche la questione della legge sulle esternalizzazioni delle municipalizzate, fisco, autonomia differenziata e la questione del Mezzogiorno. «Il primo passo per sbloccare i cantieri è fare andare avanti quelli che già ci sono. Questo è quello che dirò domani al premier Conte in occasione dell’incontro sullo Sbloccacantieri», ha annunciato il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, in vista del confronto a Palazzo Chigi con i presidenti di regione. Conte ha annunciato incontri anche con Anci e e Ance «per sbloccare le opere ferme in Italia».

Cina, altolà del Colle

E su un altro tema caldo, quello del “Memorandum of understanding” con la Cina (che dovrebbe essere firmato la prossima settimana con l’arrivo a Roma del presidente cinese Xi Jinping), ieri ha voluto vederci chiaro il presidente della Repubblica. In vista del Consiglio europeo della prossima settimana, Sergio Mattarella ha convocato al Quirinale il presidente del Consiglio, i vicepremier e i ministri di Economia, Esteri e Difesa.

Accordo morbido

Il presidente sarebbe stato rassicurato sul fatto che l’accordo, che apre la strada della partecipazione italiana alla Nuova Via della Seta, è molto meno pregnante di tanti altri accordi siglati bilateralmente con Pechino da altri Paesi europei. Naturalmente da parte italiana si guarda con attenzione alla posizione degli Stati Uniti - che hanno messo in guardia il nostro Paese - ma è stato sottolineato che, ad esempio, il delicato capitolo del 5G non riguarda il memorandum.

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