Fatti&Storie

Theresa May bocciata La Brexit ora è un caos

Brexit

GRAN BRETAGNA La Camera dei Comuni britannica ha bocciato, per la seconda volta, l’accordo sulla Brexit proposto dalla premier Theresa May. I deputati a favore sono stati 242, quelli contrari 391. Questa volta lo scarto, di 149 voti, è stato inferiore rispetto ai meno 230 del primo tentativo andato a vuoto lo scorso gennaio. Ma il forte schiaffo getta la Gran Bretagna nel caos. Oggi, infatti, il Parlamento dovrà votare sull’ipotesi di una perigliosa uscita del Regno Unito dall’Europa senza accordo.

Ultima sponda

A nulla è servito l’ultimo accorato appello di Theresa May - «potremmo perdere la Brexit» - che ha parlato ai Comuni con voce rotta e roca per la notte insonne di trattative in extremis con la Ue. Che il tentativo non avrebbe avuto alcuna possibilità lo si è capito già dal mattino, quando il Procuratore generale, Geoffrey Cox, ha pubblicato il suo parere sul valore delle assicurazioni date da Bruxelles sulla clausola di garanzia del mantenimento del confine aperto tra le “due Irlanda”. Secondo Cox, infatti, il «rischio legale» del backstop rimaneva «invariato».

Il crollo della sterlina

Un pronunciamento che ha provocato l’immediato crollo della sterlina. Infatti sia i conservatori pro-Brexit che gli unionisti nordirlandesi del Dup hanno subito confermato il loro no. Anche il leader dell’opposizione britannica, il laburista Jeremy Corbyn, ha bocciato il nuovo piano di uscita dall’Ue. Secondo Corbyn, «May non ha ottenuto un solo cambiamento all’accordo di uscita e non è cambiata una parola».

Rinvio non scontato

Ora Londra con ogni probabilità proverà a chiedere a Bruxelles una proroga della data di scadenza del suo ritiro dall’Unione, che resta fissato al momento al 29 marzo. Ma rispondendo ad una precisa domanda, May ha detto che l’Ue «potrebbe mettere condizioni» e ha ricordato che comunque, per un’estensione della scadenza, occorre l’unanimità dei 27 Stati rimanenti. E il presidente della Commissione Ue, Juncker, ha già messo in chiaro: «L’ultimo dialogo con la May è stato una seconda chance, ma non ce ne sarà una terza». All’orizzonte anche l’ipotesi di un referendum bis sulla Brexit.

Ipotesi referendum bis

Ma la premier May non è convinta che possa cambiare la situazione: «Non ci sono prove - ha detto - che il popolo britannico abbia cambiato idea». «Tenete le mani sul volante, guardate avanti e allacciatevi le cinture», perchè «una hard Brexit è più vicina che mai», ha commentato il vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen.

METRO

Articoli Correlati
Fatti&Storie