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Il boom della fiction che conquista il 38% del mercato

Fiction

FICTION La crisi? Non  certo per la fiction, che vive un vero e proprio boom del settore. L’Associazione Produttori Audiovisivi che ha appena cambiato nome (da Apt ad Apa) ha presentato questa mattina all'Ara Pacis di Roma il primo Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale: i dati dicono che il settore della produzione è in forte sviluppo e che, negli ultimi due anni, ha raggiunto un valore prossimo a 1 miliardo di euro, con relativa crescita dell’interesse sui mercati esteri e con una vera ed una propria eplosione delle fiction.

I numeri parlano chiaro: il mercato è in crescita verticale (+ 39% di ricavi delle principali società di produzione dal 2013 al 2017 con le stime relative ai nostri giorni che parlano di uno sviluppo ulyeriore) ed il settore sta vivendo una fase importante di evoluzione.  «Il fenomeno più interessante è il netto incremento della presenza internazionale nei progetti dei produttori italiani- ha detto Giancarlo Leone, presidente di Apa, - l’arrivo di capitali esteri per la crescita delle imprese audiovisive ed il successo delle nostre produzioni all’estero, su tutte le piattaforme, segnali che dimostrano il virtuoso percorso industriale ed editoriale della produzione indipendente che è in netta crescita rispetto al passato.

La fiction (film-TV, serie, mini-serie, sit-com, soap- opera, telefilm) sta attraversando un vero e proprio boom con l’assorbimento del 38% del mercato audiovisivo collocandosi attorno a un valore di produzione compreso fra i 360 e i 380 milioni di euro.  Seguono gli altri generi televisivi e Internet (animazione, programmi di intrattenimento, talk show, documentari, programmi culturali e di approfondimento etc.) con un valore compreso fra i 310 e i 340 milioni di euro.

All'interno della generale fase di rinascita del settore è possibile individuare alcune importanti tendenze positive fra cui l’estensione del tax credit al prodotto televisivo e la maggiore comprensione della sua centralità culturale, lo sviluppo della committenza degli operatori Internet Over The Top con significativi effetti sull’intero versante della quantità di prodotto audiovisivo richiesta, senza dimenticare l’espansione delle attività degli operatori Svod nazionali ma soprattutto internazionali come Netflix e Amazon.

«La competizione si concentra sulla qualità, ma anche sulla capacità di creazione del prodotto. Noi, In Rai - ha detto l'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, -abbiamo la difficoltà di intercettare il pubblico più giovane e per questo abbiamo proceduto ad una nuova organizzazione all'interno nel piano industriale appena varato». Alessandro Salem invece, direttore generale contenuti Mediaset, ha spiegato che «noi stiamo puntando di più sulla produzione di contenuti originali, in particolar modo sulla fiction. Il focus è che per trattenere il pubblico devi offrire dei contenuti originali». Un discorso su cui si allinea anche Nicola Maccanico, vice presidente per l'area programmi di Sky: « in prospettiva per Sky, ma credo per tutti, l'esclusività sarà fondamentale nel campo della serialità televisiva». 

Nel settore dell’intrattenimento – ha invece aggiunto il presidente di Apa Giancarlo Leone - su 250 titoli evidenziati, il 54% è di produzione interna (cioè direttamente riferibile ai broadcaster) ed il 46% di produzione esterna indipendente. Nella fascia pregiata, però, cresce il ricorso alla produzione indipendente con una quota del 61% rispetto al 39% di produzione interna, a riprova del valore editoriale e strategico dell’apporto produttivo esterno ed indipendente».

Poi c'è da considerare il peso delle piattaforme Over The Top (OTT), che secondo le stime è destinato a crescere, grazie ad un rinnovato interesse per il prodotto nazionale che, sempre più spesso, si mostra in linea ad uno sfruttamento su scala globale. Il peso degli operatori Internet sul valore totale della produzione audiovisiva nazionale potrebbe arrivare a valere circa il 9-10% al 2022. Numerosi fattori potrebbero influenzare al rialzo di ulteriori punti tale stima, fra questi, lo sviluppo accelerato del mercato, l’ingresso nella produzione di contenuti originali di player Internet per ora ancora lontani dalla competizione oppure lo stesso sviluppo di piattaforme Over The Top nazionali - consortili.

Secondo i dati di APA il sistema imprenditoriale audiovisivo italiano comprende 7.247 imprese attive nel 2017, di queste oltre la metà concentrano la loro attività nella produzione cinematografica, di video e programmi tv. A livello territoriale le due regioni in cui si concentrano la stragrande maggioranza delle imprese sono il Lazio e la Lombardia.
 

Il sottosegretario ali Beni Culturali, Lucia Borgonzoni, ha riferito invece che «È un settore che non vuole assistenzialismo. Tutti hanno semplicemente chiesto un aiuto per rendere grande un settore che è made in Italy. E' un'espressione altissima del nostro made in Italy. E' un settore in forte crescita che ha voglia e bisogno di crescere ancora di più». 

(nella foto sopra, da sinistra, Franco Siddi, Alessandro Salem, Fabrizio Salini, Nicola Maccanico, Giancarlo Leone ed il sottosegretario di satato Lucia Borgonzoni».

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