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I 737 Max restano a terra in attesa di chiarezza

etiopia

ROMA Il Boeing 737 Max 8 resta a terra per il timore che la tragedia in Etiopia di domenica scorsa, costata la vita a 157 persone (di cui 8 italiani), possa ripetersi. L’Agenzia federale dell’aviazione americana ha chiesto a Boeing di modificare il velivolo. Ma la società, che continua a scendere in picchiata nel listino di Wall Street, rinnova la fiducia nel 737 Max e annuncia l’aggiornamento del software in poche settimane. Nel frattempo ribadisce la piena sicurezza del modello e «non ritiene utile fornire nuove linee guida ai clienti». La “famiglia” dei 737 Max è quella con la più rapida espansione sul mercato, con oltre 5.000 ordini nel modo in tre anni dal primo volo e già 350 aerei operativi.

Stop in Europa

Intanto aumentano di ora in ora i Paesi che hanno vietato il volo ai 737 Max: i primi sono stati Cina e Indonesia, già lunedì, seguiti poi da Singapore, Corea del Sud, Mongolia, Malaysia e Oman. Ieri sono intervenuti l’Australia, il Regno Unito, la Germania, la Francia, l’Olanda e l’Italia (l’Enac ha sottolineato «il perdurare della mancanza di informazioni certe in merito alla dinamica dell’incidente avvenuto domenica e del precedente incidente di ottobre in Indonesia»).
Poi è scesa in campo direttamente l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, con l’annuncio della sospensione di tutti i voli in Europa di tutti i modelli Boeing 373 Max 8 e Max 9. Continuano invece a volare tranquillamente in diversi grandi Paesi, tra cui Stati Uniti, Russia, India e Dubai.

Velivoli negli hangar

Dei 350 aeromobili 737 Max in servizio fino a oggi, 161 sono ancora operativi e 175 sono rimasti a motori spenti. Sono 26 le compagnie, con base in 12 Paesi, che hanno già sospeso provvisoriamente l’utilizzo dei velivoli. Tra queste, la compagnia di bandiera di Buenos Aires, Aerolineas Argentinas; la brasiliana Gol Airlines; la messicana Air Mexico e la sudafricana Comair. Anche la Ethiopian Airlines ha deciso di «non utilizzare il modello fino a quando non sarà stata fatta maggiore chiarezza sull’incidente». E ieri hanno messo a terra questi aerei anche la Turkish Airlines e la Air Italy.

Si cercano ancora i corpi

Sul luogo della tragedia continuano i lavori per il recupero dei corpi tra i rottami. La Ethiopian Airlines ha fatto sapere che ci vorranno almeno altri cinque giorni per iniziare a identificare i corpi delle vittime e er poter consegnare i resti alle famiglie. In attesa dell’esame dei dati contenuti nelle scatole nere (una delle quali sarebbe rimasta danneggiata) i sospetti per l’incidente ricadono su un difetto nel software del 737 Max che gestisce i dati relativi al sistema di protezione del cosiddetto «inviluppo di volo» che sarebbe la relazione fra l’angolo di attacco dell’ala, la velocità del velivolo e il flusso di aria che lo circonda. In particolare - secondo alcuni esperti - vi sarebbero forti analogie con l’incidente dell’ottobre 2018 in Indonesia a un altro Boeing 737 Max della Lion Air.

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