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Alla Blutec scattano i sigilli

TORINO

LAVORO Ore delicate per l’automotive torinese. Soprattutto alla Blutec di Rivoli, dopo gli arresti domiciliari decisi ieri per Roberto Ginatta con l’accusa di malversazione ai danni dello Stato. L’imprenditore, tra i più importanti del settore, è stato arrestato in qualità di presidente del consiglio di amministrazione - insieme con l’ad  Cosimo Di Cursi - dell’azienda nota per aver rilevato l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, che in Piemonte, contando anche le sedi di Asti e Beinasco, arriva a 300 dipendenti. E proprio a Rivoli ieri mattina hanno fatto visita i “baschi verdi”: lo stabilimento è stato perquisito insieme con le altre sedi del gruppo. Il complesso è finito sotto sequestro insieme alle disponibilità degli indagati per più di 16 milioni di euro, come effetto della misura preventiva, a fronte dei circa 20 milioni di finanziamenti statali, arrivati attraverso Invitalia per la riapertura dello stabilimento, finiti al centro dell’indagine. Dall’azienda hanno rassicurato, che «è e continua a essere operativa». Tutto questo mentre a Torino andava in scena il convegno sul futuro dell’auto, organizzato dall’Amma, associazione delle imprese metalmeccaniche torinesi per festeggiare i cento anni di vita, che è stato sospeso a causa di un malore accusato dall’ad della Pininfarina, Silvio Pietro Angori. Cristina Palazzo

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