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Il lavoro, la dignità e la "bolla" del Reddito

Maurizio Guandalini

Lo sport è l’estensione massima di una passione. Che è professione. E lavoro. L’amore per ciò che si fa. La sfida contro gli anni. E le malattie. C’è molto confucianesimo. Persona e dignità. Il nuotatore Manuel Bortuzzo ritornato in vasca dopo 30 giorni dal colpo di pistola che l’ha paralizzato. Fino a Nardi e Ballard morti sul Nanga Parbat. Passando per Valentino Rossi, Bebe Vio, Zanardi.

Sentivo le dichiarazioni di alcune lavoratrici della Pernigotti, fuori dai cancelli della “loro” fabbrica. Il lavoro è una ragione di vita. Sopra tutto. Non ci stanno a sedersi. Ad assuefarsi. A chiedere compassione e mantenimento. A ripiegare. La televisione, durante i giorni d’avvio della richiesta del reddito di cittadinanza ha indugiato, in eccesso, nei stanzoni d’attesa dei caf e delle poste. Coreografando un pezzo di paese che dubitiamo sarà utile alla causa. Convalidando l’idea maldestra che hanno di noi all’estero. Senza contare gli stimoli mortiferi che consegniamo ai giovani in prossimità di costruirsi un futuro radioso. Ho visto un domenicano, affranto, che spiaccicava l’italiano, comparire in tutti i dibattiti. La mamma speranzosa per la figlia, a carico, di 38 anni, disoccupata e l’anziana signora in fila per la nipote, certa che il reddito gli toccava. Secondo lei. Poi, in pratica, la bolla scoppierà procurando orfani di illusioni facili.

Mancano le voci tonanti di chi vuole un lavoro, prima della paghetta di Stato. Ed è qui che quel provvedimento si sbiavida. Accennavo alla Pernigotti. Alla rispettabilità, onorabilità e stima che dà un lavoro. In EstAsia si parlerebbe di orgware. Aiutare la crescita attraverso comportamenti appropriati. Il reddito di cittadinanza offre un format che gli italiani stanno rifiutando. Anche per il troppo clamore. E i riflettori puntati contro. Che violano la nostra compostezza e fierezza. Oltre a imbucare nell’ombra la tradizione braccia e ingegno. Di quei operai che hanno costruito dal nulla piccole imprese. E creato lavoro. Per crescere.

MAURIZIO GUANDALINI

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