Fatti&Storie

Beppe Sala "La Scala non è in vendita"

Milano

LIRICA Parola d’ordine: silenzio fino al Cda del 18 marzo. È l’input  arrivato (anche) ieri dal presidente del  Cda della Scala, Giuseppe Sala, intervenuto sulla questione dell’ingresso saudita nel Teatro. «Il Cda regna sovrano e non si farà condizionare dalla politica, per cui io dico che deciderà il Cda e non posso dire prima quale sia il mio orientamento, altrimenti non saprei come funziona un Cda», ha detto ieri Sala. Che poi ha rifilato un’altra stoccata al presidente Attilio Fontana.  «Fontana al posto di dire queste cose, dia indicazioni al suo consigliere, cosa che se avesse un atteggiamento serio, dovrebbe fare. Io faccio così: parlo attraverso il Consiglio». Insomma, la polemica è tutt’altro che sopita. «Non c’è un prezzo all’ingresso nel Cda della Scala», ha continuato Sala, ricordando che il Teatro non è in vendita, «si discuterà se c’è un gradimento o meno all’ingresso, contropartita o meno. Se non c’è gradimento, non ci sarà contropartita. La Scala è in attivo, il tema non sono i fondi». Il sindaco poi ha sposato la posizione del ministro Bonisoli circa eventuali incidenti diplomatici: «Il ministro ha ragione». Bocche cucite da parte degli altri consiglieri, «Ne parliamo lunedì. Qualunque risposta assume un significato. Mi pare proprio che in questo caso il riserbo sia doveroso» ha detto Giovanni Bazoli. L’unica a sbilanciarsi, l’ex sindaco Letizia Moratti, per la quale «La musica è un patrimonio culturale straordinario, è bene diffonderla perché è un linguaggio che tiene uniti mondi, culture e religioni diverse».

Articoli Correlati
Fatti&Storie