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Lo stallo sulla Tav lascia tutti scontenti

TORINO

TORINO La questione Tav “assorbe” tutte le energie del governo e non si risolve. Anzi continua a collezionare dissensi, sia tra i più convinti NoTav che tra chi considera l’opera un volano per le imprese. Così da giorni nessuno dorme sonni tranquilli, ancor di più dopo la lettera del premier Conte a Telt.

Gli industriali perplessi
«La Tav ha bloccato il governo che è incartato attorno all’ossessione del consenso politico», dice Giovanna Ferrara, a capo di Unimpresa. Sono a favore della «fondamentale» Torino-Lione ma «il problema è che la maggioranza e l’esecutivo avrebbero altre priorità e invece la testa è nelle urne elettorali».

Se per Ferrara, però, a causa dell’opera, «non sentiamo parlare di fisco, burocrazia, legalità e delle riforme decisive per la ripresa», per gli storici NoTav meglio parlare che agire. Soprattutto se farlo significherebbe portarla avanti.

Perino:  «Non è finita» 
«Tutto sommato quanto sta accadendo è il minore dei mali: Telt vara la richiesta come ha già fatto in passato, nessuna stranezza - spiega il leader NoTav, Alberto Perino - Sarebbe stato meglio se avessero dato un segnale diverso ma non è un punto di non ritorno. I Cinque stelle dovevano mediare con la Lega, continueremo a fare pressioni, a prendere altre strade. Quali? Rimuovere Mario Virano dal Cda Telt, è preparato ma capace di “intortare” i partner. Ma non mi sento tradito, i NoTav non hanno governi amici».

Valutazioni che ieri sono state condivise con gli altri comitati e che saranno spiegate in un’assemblea il 14 marzo, prima di manifestare a Roma il 23. «Continuiamo a vedere il bicchiere mezzo pieno, se il governo fosse caduto o ci fosse stata la destra sarebbe stato peggio.  - aggiunge Perino - È tempo da noi guadagnato e noi sono 30 anni che guadagniamo tempo».

«Siamo perplessi di fronte al balletto del governo ma non ci spacchiamo - aggiunge Sandro Plano, sindaco di Susa, tesserato Pd ma contro la Tav - Abbiamo una tesi precisa e confortata anche dall’analisi costi-benefici invece i SìTav difendono un’idea non giustificata da necessità. Non so cosa accadrà per i bandi e con la gara. Un capolavoro di bizantinismo politico. Si azzuffano da soli, creando però situazioni non limpide che sembrano dettate da una tattica precisa».

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