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Atm difende il sistema ma studia frenate più soft

Milano

Nell'incidente di sabato sulla linea uno del metrò  non c'è stato errore umano: la brusca frenata che vicino a Cadorna ha provocato 9 feriti lievi su un convoglio ora sequestrato dalla Procura, è stata causata dal sistema di sicurezza che ha segnalato un potenziale rischio, poi rivelatosi inesistente, ed è stato questo a determinare la frenata di emergenza. «Il sistema ha imposto al treno una velocità di 30 km orari: il treno, automaticamente, ha rallentato a 32 km orari poi, quando il sistema ha rilevato la differenza di velocità, ha ordinato una frenata più decisa ed è successo quello che è successo». Lo ha spiegato ieri Arrigo Gianna, direttore generale di Atm, in una conferenza stampa in cui ha chiesto scusa ai viaggiatori coinvolti, che saranno risarciti. Il punto è però che questi fenomeni si ripetono un po’ spesso: il precedente solo una settimana fa con diversi feriti di cui uno grave. «Non esistono sistemi complessi a zero anomalie», dice Giana spiegando che «stiamo lavorando con Alstom, il produttore del sistema, per individuare modalità di frenate di sicurezza più morbide». Il problema sono anche i “falsi positivi”: in un anno e mezzo si sono verificate 50 frenate di cui il 70% senza rischi reali, come sabato. Ma con feriti veri. 

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