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Ligabue racconta “Start”: «Una frustata per il futuro»

Musica/Ligabue

MILANO Esce oggi “Start”, il nuovo cd di Ligabue che sarà live il 28 giugno a Milano, il 2 luglio a Torino e il 12 a Roma.

Ligabue, perché Start? 
«Perché ogni disco è un nuovo inizio. Ancor di più dopo l'operazione alle corde vocali del 2017: ho temuto di non cantare più; per fortuna la mia voce oggi è meglio di prima. Così ecco Start, una frustata, un buon auspicio per il futuro».

Un disco rock… 
«Non seguo più le etichette. Di certo qui c'è tanta energia. Ed essenzialità: merito di Federico Nardelli, un produttore che ha la metà dei miei anni». 

Oggi esce il singolo “Certe donne brillano”. Ed è l'8 marzo. 
«In quella canzone parlo delle donne che hanno segnato la mia vita. Bei ricordi, anche quando mi hanno fatto soffrire. Sono fortunato ad avere una moglie che vede il mondo in modo molto più compassionevole di me. Aiuta». 

Nei testi si riflette spesso sul tempo che passa. 
«È un mio tema ricorrente. Ricordo le vacanze estive di fine anni ‘60, ma parlo anche degli amici che frequento da una vita. Annullare il senso del tempo sarebbe l'unico modo per essere felici, invece siamo ossessionati dal futuro». 

Nel disco precedente, “Made in Italy”, lei parlava della crisi del nostro Paese: oggi come vede l'Italia? 
«Ancora più stanca ed esasperata. Del resto le cose non sono migliorate».

Parliamo del live. 
«In un pezzo, “Io in questo mondo”, racconto l'emozione di stare sul palco: non riesco a farne a meno, dà dipendenza. Sarà una bella produzione, adeguata allo sforzo di chi da tanti anni mi segue e paga il biglietto».

 

DIEGO PERUGINI

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