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Book-Instagramer Perché leggere è condividere

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Appassionata di spinning, connessa sui social, accanita lettrice, soprattutto di romanzi storici e thriller psicologici. Così Claudia Nanni, 31enne romana, ha deciso di inventare da zero una nuova professione, diventando una book-Instagramer.  Di fatto questa giovane giornalista  –  in tasca un diploma di maturità classica, una laurea in storia all’Università Roma Tre e un master alla scuola di giornalismo di Napoli – si è inventata una rubrica e in fondo un lavoro su misura: il format è “un libro in corsa”. Ovviamente preceduto con l’hashtag. «Di fatto è un nuovo mestiere social. Prima scrivevo sui taccuini, poi ho iniziato a postare le frasi fotografate più efficaci su Instagram e Twitter. Oggi di fatto leggo i libri in modo diverso. E la lettura è la mia passione da quando ero piccolina. La prima emozione l'ho provata a sei anni, sfogliando i libri di Walt Disney. Volevo averli tutti con me sul letto ogni mattina», racconta Claudia.
Dalla passione per la lettura all’intuizione di leggere e condividere, facendo anche attività fisica. «La mattina, prima di andare a lavorare, faccio spinning e appoggio sempre un libro sul manubrio: pedalo e leggo, leggo e pedalo. Quando una frase mi emoziona, mi fermo e la segno con l'evidenziatore. Ho cominciato tre anni fa, sfidando i miei genitori che non condividevano la mia abitudine di segnare i libri con penne, matite e pennarelli. Poi sono arrivati i social e ho condiviso le mie frasi del cuore, ho recensito i libri attraverso paragrafi colorati e qualche video pedalando». Così Claudia oggi utilizza prevalentemente Twitter e Instagram per raccontare le sue letture. E per chiedere agli utenti di suggerire altri testi. «Da qualche mese tutto questo è diventato una rubrica su una testata online. Mi scrivono in tanti e qualcuno mi propone di fare la recensione del suo libro».
Tutti pazzi per la condivisione della lettura su Instagram. A tal punto che oggi anche il mondo dell’editoria ne viene condizionato per la scelta delle copertine. Perché l’obiettivo è riuscire ad intercettare l’interesse degli utenti soprattutto sul social fotografico. A metterlo nero su bianco è stato anche il Guardian, apostrofando il fenomeno come “Bookstagramming”.
«Tra le mie scrittrici preferite c’è Michela Murgia. E che orgoglio quando lei stessa ha ripreso sui social una mia recensione».

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

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