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Reddito di cittadinanza da mercoledì le richieste

reddito di cittadinanza

Reddito e decretone, pronti, via. Mentre alla Camera ci sono gli ultimi passaggi per la conferma del decreto che contiene appunto redito di cittadinanza e quota 100, mancano due soli giorni al via per le richieste ufficiali del reddito, che partiranno mercoledì. L’Inps ha assicurato che tutto è pronto. Dopo aver pubblicato il 28 febbraio il modello per la richiesta del beneficio, l’istituto ha raggiunto l’intesa con la Consulta nazionale dei Caf. Il Reddito può infatti essere richiesto, dopo il quinto giorno di ciascun mese, presso uno dei 12 mila uffici di Poste Italiane; in modalità telematica, con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid) accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it e presso i Centri autorizzati di assistenza fiscale. È questo il canale che si presume sarà più utilizzato: alla domanda va allegato il modello Isee. 
Le indicazioni del sito così come i moduli Inps non recepiscono però ancora le modifiche apportate al “decretone”. Nel corso del mese bisognerà poi vedere cosa prevederanno ulteriori emendamenti nonché i numerosi provvedimenti attuativi. Tra i punti critici, i controlli (su chi ha cambiato residenza e/o si è separato per ottenere il beneficio, chi ha un lavoro in nero, chi possiede auto di grossa cilindrata, etc.) e i navigator.  Per i controlli vi è la preoccupazione che siano tali e tanti che non si riesca a venirne a capo, e si potrebbero creare differenze tra chi ha chiesto il beneficio nei primi giorni sulla base del decreto e chi lo richiederà a legge approvata. Sui navigator, un emendamento approvato alla Camera ha previsto il parere e non l’intesa richiesta dalle Regioni. La distanza quindi non è stata colmata. Le Regioni non vogliono che gli operatori siano assunti da Anpal servizi, senza passare per un concorso pubblico e con un contratto a tempo determinato. 
Tra le possibili modifiche alla Camera, alcune norme e risorse per disabili e famiglie numerose, le misure per la tutela dei rider, la stretta alle pensioni dei sindacalisti, la creazione di un fondo per i cosiddetti workers buyout.

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