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Il non-ricordo del delitto deve essere espiato

Libri/B.A. Paris

LIBRI Un uomo che “perde” la donna che ama a una stazione di servizio dopo che l’ha lasciata sola in macchina. Layla è scomparsa e Finn è questo che  racconta alla polizia. Dodici anni dopo si è costruito una nuova vita con la sorella di Layla, Ellen, che gli dà  conforto. Ma quando iniziano ad arrivargli strani messaggi  il passato sembra tornare minaccioso. Un giallo avvincente “Non dimenticare” di B.A. Paris (Nord, euro 18, p. 349), che ha l’andamento del thriller psicologico e ci  interroga su quello che spesso rimuoviamo per sopravvivere ai trami del passato. 

In questo libro sono importantissimi i ricordi e i non-ricordi. Possiamo  dimenticare un delitto? 
«Nel libro il protagonista non ricorda nulla del trauma subito e quindi preferisce tacere. C’è l’1% in lui che non sa se ha compiuto o no  qualcosa di spaventoso. In generale quello che ho compreso è che invecchiando si ricordano più cose del passato, ci si rende più conto se si è turbato qualcuno con le proprie azioni». 

Nel libro c’è il tema delle  matrioske l’una dentro l’altra. Cosa significa? 
«Ho scelto questo tipo di oggetti perché rappresentano il fatto che Layla alla fine si nasconda dentro ad Ellen, una sorella dentro l’altra. Una sorella è anche è lo specchio distorto dell’altra». 

Quanto l’assumerci la responsabilità di quello che si è fatto nel passato ci libera dei nostri fantasmi?  
«Molte persone hanno rimorsi per ciò che hanno fatto. Ricordare è qualcosa di catartico, una sorta di penitenza». 

Lei scrive gialli molto incalzanti. Qual è il suo metodo? 
«Non ho un metodo. Di solito so come la storia inizia e come finirà, ma quello che succede in mezzo non lo so: è un viaggio che faccio coi personaggi, mi lascio condurre da loro...»

ANTONELLA FIORI

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